Ossa

Assetata d'esistenza, l'esistenza perpetua che inesistente mi promette Ambrosia ma che mi lascia con un pugno di scorfortante ed instabile certezza.
vorrei avere tante anime, tante, tantissime…vestiti d'anima.

Oggi sono rimasta sola, dinuovo.
Ho capito che se voglio rimanere serena, non DEVO stare sola. E non perchè ho bisogno di compagnia, di interagire con gli altri…no, la compagnia mi distrae.
Mi distrae da tutte quelle cose che si aggirano come fantasmi nel cranio.
che bussano alle porte, e con rantoli agonizzanti mi ricordano che io sono quella che pensa sempre al male.
…da chi l'avrò presa poi, quest'ossessione per il male, per il dolore e per la morte?
da te.

…ed ecco presentarsi nuovi quesiti.
nuovi quesiti,
 nuovi drammi.
touchè.
toccato, colpito e affondato.

in simbiosi con il vento, la polvere mi solletica la pelle.
polvere di ossa.
pensavo a cosa volesse dire.
pensavo che nell'immensità di tutto questo fluire,
il defluire delle cose sia i n e v i t a b i l e.
tutto è piccolo.
cresce, diventa grande, muore
e ritorna piccolo, polvere.
…e io vorrei soltanto avere memoria.
Memoria per ricordare tutte le piccole cose che sono state grandi e che ora sono polvere.
vorrei raggiungere battiti, battiti impossibili.
Non riconoscermi nelle mie scarpe.
se fossi in me direi: <&lt;se fossi in me, me ne starei seduta ad osservare il fluire/defluire delle cose.>&gt;
osservandomi da lontano con arroganza direi: <&lt;invece che struggersi potrebbe benissimo star lì a gioire della precaria esistenza, del bellobello finchè dura.
arriva il brutobrutto?
chissène.&gt;&gt;
e invece, mi tormenta la paura di non esistere più.
ma è giusto così.
è naturalmente indispensabile.

…come direbbe Giulia,
Inshallah.

Le Tessitrici

…e crederti adesso non è più possibile.

nella stanza da sola, tu sai quanto è vera la tua pelle.
non vale niente, niente, niente.

Le Tessitrici…
tessono inganni, supplizi, danni.
intrecciano nelle loro menti trame intricatissime con filamenti d' invidia  e con ferri forgiati dall'odio.
…con l'eterna voglia di primeggiare, al primo accenno di inferiorità sminuiscono con crudele sapienza  quanto vi è di più caro per colei che le ha fatte sentire tanto inferiori.
secoli di sottomissione e di inaneguatezza ci hanno portato a perdere la genuinità consentendoci di sviluppare
una strana consapevolezza, una maligna capacità di sopravvivenza.
ma non si è capaci di sopravivvere ai propri difetti.

capite.
capite mie care Tessitrici,
che mortificare gli altri mentendo a voi stesse, non vi allungherà le gambe, non vi darà una folta chioma, delle ciglia lunghe e delle tette enormi.
il culo basso, non ve lo alza nessuno.
capite.
  Io all'amicizia ci credo, ci credo fermamente.
se mi dici una cosa e sei mia amica io ti credo.

tessendo un mendacio da farmi indossare per sentirvi più belle.
…ma spesso mia cara Tessitrice, dici delle cose senza senso, dove lasci trasparire quanta poca obiettività possiedi.
ed ecco che…
…un vestito mi sta male solo perchè sta male a te.
…è un problema se indosso sempre la gonna? perchè?
a quanti perchè non hai saputo rispondermi?

un elenco infinito di episodi, almanacco di battute esilaranti che sottolineano l'assurdo.
contare fino a dieci oggi non basta, ho perso la pazienza.
Tessitrici, abili nel criticare aspramente senza ritegno alcuno  qualcosa che nel segreto del vostro animo bramate, strappatevi gli occhi, non mi dovete più vedere, il vostro parere dato via senza che possediate capacità di analisi alcuna non è gradito.
e io…che credevo…che me ne convincevo…persuasa.

a volte penso che la convinzione sia davvero qualcosa da far curare, credo che possa essere definita alterazione della realtà oggettiva.
…è più facile svalutare gli altri che lavorare per valorizzare se stessi, mh?

tutte le donne sono potenzialmente delle tessitrici…
io ho deciso che sciopero.
lavorerò sull'autarchia.

avrei altro da dire, ma sono arrabbiata.

…cara…! so che leggerai,
e me ne compiaccio.

5 anni. Elementare.

eppure a me piaceva andare a scuola.

chissà perchè piangevo come una matta quando a cinque anni,
mia nonna mi strappava a forza dal suo piumino beige trapuntato che tanto si intonava ai suoi capelli biondi,
a cui io mi avvinghiavo in un disperato tentativo di fuga.


Ri-pensavo.
ripensavo a quando ero piccola, a quando il mio unico problema era riuscire a rimanere alzata fino a tardi per riuscire a vedere "Ladri di saponette" .
 A quando ebbi la mia prima cotta, in quarta elementare, per il ragazzo che mi abitava di fronte, un sedicenne dai capelli rasati che appoggiava l'esercito degli Stati Uniti d'America con tatuata un' enorme aquila ad ali spiegate che gli ricopriva le spalle e la schiena.
Puntualmente ogni mattina, apriva la finestra di camera sua, ed io osservavo in linea d'aria la sua schiena appoggiata al parapetto.
ripensavo a quando salvò mio fratello, che stava rischiando di soffocare a causa di un pugno di coriandoli  che gli furono conficcati  in bocca dalla più orribile delle bambine nonchè mia personale fonte di infelicità/molestatrice.
 nonostante non mi sentissi felice, stavo bene.
poche cose riuscivano ad indispettirmi sul serio, il resto del tempo lo passavo a giocare.

io ero quella magrolina con l'apparecchio ai denti
e i genitori divorziati,
quella che scriveva poesie sugli angeli che tanto piacevano a tutti.

Alle elementari tutto era elementare.