I Fichi

immagino campi.
immense distese di lavanda.
e poi rido….mphf, ihihihihiahahahhehehehehhoohohoh.
se fossi davvero in un campo di lavanda comincerei a starnutire e gli occhi mi si gonfierebbero e non la smetterei più di soffiarmi il naso e di asciugarmi gli occhi, fino a diventare un'ammasso di cartilagine rossa ed infiammata e nessuna crema idratante/lenitiva riuscirebbe a darmi sollievo.
in questi casi il mio nick di messenger diventa "Crystal morente di allergia" e mi sento morire un po' davvero.
immaginando una distesa immensa di cespugli di lavanda, che creano onde, che sembrano uno scampo di velluto a coste -color lavanda, appunto- visto con gli occhi di una formica.  – si, è il desktop di windows seven-
"Crystal morente di allergia" è un nick che appare spesso. Sono allergica a moltissime cose.
mi basta una macedonia per stirare le zampe, e dire ciaociaomondo.
e di recente, basta una fava-il legume, che ti credi!!-.

così pensavo…
in fondo immaginare, non comporta alcun rischio.
ed è per questo che alcuni si fingono chi non sono, vivono vite parallele dietro ad uno schermo del pc, dove tutto è protetto, riservato, e puoi inventare quello che ti pare ed essere chi vuoi essere, senza comprometterti.
in fondo è facile:
ti inventi il personaggio, i personaggi, crei un e-mail e il gioco è fatto.
sicuramente è meglio dei giochi in scatola -ma non meglio del Monopoli, chiaro!-.
E' un gioco che si può fare da soli o in coppia, è un modo per mostrarsi, un modo per sentirsi fiQui…
magari non con personaggi completamente inventati -che poi ci si distacca dalla realtà e poi non si trova la forza per entrare nelle proprie scarpe la mattina- ma orchestrando  verità omesse, dichiarando false prefenze e mostrando solo quello che si vuol far vedere perchè  "in linea con il personaggio".
la verità è figlia del tempo, e dopo poco si risulta soltanto ridicoli.

…e la mia lingua percepisce l'impellente esigenza di vibrare: PRRRRRRRRR!    

gioco di ruolo.
vite di ruolo.
nàh, che schifo.
le etichette lasciamole ai barattoli perfavore.
Ennò!  i fiQui sono quelli che adorano schiaffarsi in fronte delle belle etichette, magari con un codice a barre e la data di scadenza.
così se il personaggio scade -e io sento la puzza fin da qui- vi aprite un altro blog e si ricomincia.

nulla di male, nulla di dovuto, s'intende…!
che male c'è?
mah niente, è la mia sindrome premestruale che scrive.
Pardon, è la mia sindrome premestruale che ordina alle mie dita di scrivere, in barba alla pignoleria!
-è che mi sento un po' scema, invece che sparare minchiate a raffica, a preferire il silenzio…ma fossi stronza pure io?-
del resto questo blog, è fatto per i miei giri di parole, quei giri che nessuno vuole ascoltare perchè <&lt;..dici una cosa e nel frattempo ne hai pensate altre 199, e non ti si riesce a seguire…>&gt; ma che magari qualcuno vuole leggere.
Forse a leggerlo, quello che penso non risultà poi così insensato, o "inafferrabile&quot; oppure è peggio.(?)

fondamentalmente parlo a me stessa.

fondamentalmente volevo chiudere, un discorso aperto e mai chiuso, se non con infantilismo.
lo faccio generalizzando fino all'estremo, ipotizzando un' eventuale verità che mai riceverò in cambio.
ma se potessi scegliere preferirei un naso nuovo per annusare la lavanda senza mandare in choc le mie vie respiratorie.

e pensandoci bene…
io infatti, posso benissimo immaginare distese di lavanda, avere un desktop con una distesa di lavanda. indossare pantaloni di velluto a coste color lavanda,
ma non potrò mai sentirne il profumo.
chi vuol intendere…
…ha inteso bene!

Ex abundantia enim cordis os loquitur<–daccordissimo!

I Ciechi

c'era una volta una donna bellissima.
così bella, che riusciva ad incarnare tutti gli ideali di bellezza degli umani.
unica e sola, la vera bellezza.
infinita, immensa.
bella, bella, bella, bella, bella!
peccato che fosse una stronza.
peccato che fosse senz'anima.

Era tanto bella, ma insostenibile era la sua persona.
un pessimo carattere, una pessima attitudine, un orribile modo di pensare.
a conoscerla, era ripugnante.
eppure in un mondo popolato dalla peggior specie di ciechi, quelli che non vogliono vedere oltre la buccia, quelli che hanno paura di assaggiare, i pigri, i sostenitori dell'abito che tutto rappresenta, quelli che si coprono gli occhi al primo sguardo e che si accontentano della prima occhiata,  lei era la regina.

Così amata ed invidiata
che anche le rose, che si sa, vogliono sembrare più belle di quanto non siano in realtà,
volevano essere come lei.
Così si fecero crescere le spine.

fine