I Ciechi

c'era una volta una donna bellissima.
così bella, che riusciva ad incarnare tutti gli ideali di bellezza degli umani.
unica e sola, la vera bellezza.
infinita, immensa.
bella, bella, bella, bella, bella!
peccato che fosse una stronza.
peccato che fosse senz'anima.

Era tanto bella, ma insostenibile era la sua persona.
un pessimo carattere, una pessima attitudine, un orribile modo di pensare.
a conoscerla, era ripugnante.
eppure in un mondo popolato dalla peggior specie di ciechi, quelli che non vogliono vedere oltre la buccia, quelli che hanno paura di assaggiare, i pigri, i sostenitori dell'abito che tutto rappresenta, quelli che si coprono gli occhi al primo sguardo e che si accontentano della prima occhiata,  lei era la regina.

Così amata ed invidiata
che anche le rose, che si sa, vogliono sembrare più belle di quanto non siano in realtà,
volevano essere come lei.
Così si fecero crescere le spine.

fine

9 comments
  1. Pensiamo però anche a quello sfigato del carciofo: è brutto, c'ha le spine pure peggio della rosa, e nessun poeta se lo fila di pezza. O il cavolfiore, per dire. Che non ha neppure le spine, pensa quanto può essere stronzo, ma a nessuno viene in mente di farci un centrotavola da cerimonia. Alla fine la rosa ha pure i suoi vantaggi, non nascondiamocelo.

  2. touché.

  3. Ogni petalo si finge di essere una rosa.

  4. – Ne ho conosciuta una che come guardava un uomo questi cadeva secco per terra!

    – Era tanto bella?
    –  No, portava jella!

    Un brindisi alla tua.

  5. Cristo è stupenda. Punto.

  6. da tornarci.
    con calma.

  7. la bellezza è sempre la manifestazione del vero
    Dove non c'è il vero, non c'è neanche bellezza. Solo un vuoto contenitore

  8. "insostenibile era la sua persona" – è un vizio così umano proiettare altrove la propria instenibilità, a meno che non sia una sfida a trovare una soluzione, un legame, un abito sostenibile. ma se non ti imbatti nel popolo dei ciechi, c'è sempre il rischio di procreare psicosi-a-due con chi ci si accontenta – e senza troppo godimento.

    leggendo, ho pensato ad un racconto di Musil, che Musil riscrisse un'altra volta forse perchè la prima versione era insostenibile, ma lo fu anche la seconda. le trovi in "Congiungimenti": "La casa incantata"; "La tentazione della silenziosa Veronika".

    R.

  9. Credo una tale bellezza fisica non possa convivere con un animo tanto ripugnante senza risentirne. Un pò come ne Il Ritratto di Dorian Gray, pian piano la bellezza esteriore si trasformerebbe in una mostruosità…
    Del resto anche le rose non piacciono a tutti.

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