Babele 2000

<<la verità è che non sei forte abbastanza.>>


Oggi, sedici anni.
Sedici come la Torre.

“Non ho più lacrime, sono troppo magra, ho smesso di giocare e non mangio mai. 
Ma faccio finta che vada tutto bene.
ho fatto finta per due anni;
è l’anno 2000, e non so ancora cosa vuol dire morire.”

Ho incontrato la morte e non l’ho riconosciuta.
Costruendo la mia torre ho provato a raggiungere chi mi aveva lasciato in cerca di pace.
io che non volevo sapere cosa vuol dire morire , desideravo  disperatamente che tornasse a vivere.

  Così ho smesso di sentire, ho smesso di capire, ho creduto soltanto: ed è stata la fine.
Ho ceduto alla sua menzogna, era gentile e voleva aiutarmi.
  nell’ombra dei pomeriggi di sette stagioni, 
 mi ha chiesto di rinunciare all’amore per amor suo.
  e ho dovuto  rinunciare all’anima, per sfuggire allo scempio.
  e alla voce per scrivere con inchiostro invisibile.

<<rinuncia a te stessa e potrà ritornare.>>

è l’anno 2000 e sto scappando in strada perché ho paura.
non riesco a rinunciare all’amore.
corro così tanto che non ce la faccio più e cado mentre fuori è festa.
non sono forte abbastanza, sono una vigliacca egoista.

è il 6 febbraio dell’anno 2000
e quella che oggi è una ferita aperta, 
rimarrà per sempre una cicatrice.
Ma sul mio Ego c’è uno squarcio peggiore,
qualunque fosse stato il mio sacrificio non avrebbe cambiato nulla.
oggi ho imparato cosa vuol dire irreversibile.

irreversibile ha il sapore della morte.