l’eleganza nel dolore

Forse Penelope non è riuscita ad arrivare, 
forse il tempo le ha fatto credere che fosse dalla sua parte,
 e adesso la festa è finita e nessuno si è accorto che lei non c’era.
 è lì in mezzo alla sala vuota, non c’è nemmeno il vento.
Non c’è niente, non c’è nessuno.
Non c’è silenzio, non c’è voce.


Sono una regina triste.

sono triste e vorrei essere elegante.

Elegante come una regina di spade,
 soffrire con grazia, con la schiena dritta e le lacrime dipinte sul volto.
La disperazione è rapida e violenta, rischierebbe di mettere a soqquadro ciò che resta del mio santuario del tempo.
è per questo che sono solo triste.

La tristezza è un dono.

ha la capacità di rallentare il tempo, di risvegliare la parola “inamovibile”
lei non si muove e blocca ogni cosa.
è in grado di mantenere le cose intatte.

Quando sono triste sento che il tempo non scorre.
Quando sono triste mi fermo.
 Forse mi fermo per vedere se posso tornare indietro;
Lei non rende vano il mio dolore , rispetta i miei rimpianti, 
ferma tutto per lunghi attimi per non far andare il mondo troppo avanti senza di me.

riprendo fiato.



la tristezza è un dono , e nessuno si accorge di quanto è preziosa.

Nichilismo et Speranza

...è crollato tutto, non c’è più un posto sicuro.
 Né un posto da dove partire né un posto dove tornare.
non è rimasto niente.

ci sono solo io, quasi indenne.
e lentamente si sa, i detriti verranno spostati dal vento;
qualcosa ricomincia, ma non è detto che sia meglio.
 C’era un tempo in cui avrei potuto dire di esser sicura, 
invece adesso non vi è una sola certezza che possa consolarmi, un monito, uno spiraglio.

dove c’era pace, ora c’è una profonda ferita lacero contusa.

Il senso di abbandono si fa spazio e non mi lascia respirare.
un’altra volta.
come sempre.
nuovamente.

convincimi tu che andrà bene.
va tutto bene.
tutto.
se è questo quello che devo sopportare, sopporterò.

alla fine hai vissuto cose ben peggiori, no?

è per questo credevo di aver finito e invece le mie speranze saranno 
ancora una volta irrimediabilmente vane.
Vane come tutte le cose irreversibili.

 E la parola irreversibile ha il sapore della Morte.

ma la Morte, in fondo, è solo qualcosa che muta forma.
in fondo Morte vuol dire nuova  forma (di Vita).

 Ma che senso ha un’ altra vita?
la mia vita è ora è qui!
non ce ne sono altre perché non me lo ricorderò.
non sarò Io mai più.

Scrivere di peccati e non di tragedie.

Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non mi vuole.

Fine,
      Punto,
               Basta.

Resistere ancora sarà la tua rovina,
e tu devi vivere per altre cose. 
Non sei fatta per quello,
accettalo e vivrai meglio.

Sarai felice, te lo prometto.

Felice come possono esserlo quelli come te, ovvio.
quelli maledetti fin dalla nascita.

evita i sacrifici inutili, evita i rimpianti o peggiorerai la situazione.


si, può andare anche peggio di così.

non ci credi?

provare per credere, continua così e lo vedrai.



senza speranza alcuna, un martirio ad oltranza si consuma.

Sindrome

Quando tutto questo crollerà,
…scenderà di corsa diecimila scalini, 
poco prima che tutto precipiti,
 e ne uscirà indenne.

e quello che sento è un peso.
il peso di mille macigni,
il peso di mille blocchi di marmo,
il peso di tutto il materiale che è servito a costruire la mia fortezza.
il peso di tacchi a spillo lucenti che calcano sulla pelle calda.

…aspetta di nuovo qualcosa Penelope.
aspetta alla finestra,
immaginando le scie dei venti che portano profumi che non annuserà mai.
niente è stato tessuto, non ce n’è stato il tempo.
niente è stato scucito, non ce n’è stato il cuore.

Impugnerà una spada invisibile e si scaglierà contro chi si avvicina nella sua direzione.

Amico o Nemico che sia.

Accatastati Uno ad Uno

I dolori si accatastano uno ad uno.
Come nel gioco della torre Jenga
Sono strettamente legati l’uno all’altro anche se non centrano nulla, anche se non hanno la stessa provenienza e sono di intensità diversa.
Sono dolori grandi,
 uno sostiene l’altro, e l’altro ne sostiene altri ancora.
Io ho costruito una bella torre, non è molto alta, ma è solida.
Quando è il momento di giocare, il gioco prevede che tu pian piano tolga un blocco per volta, lentamente per non farla crollare.
Se crolla perdi.
Apparentemente, mentre nel gioco far cadere tutti i blocchi di legno sarà una perdita, far crollare una torre di dolore ci sembrerà una liberazione, un avvenimento positivo.
Ma a furia di vivere nel dolore, quando cominci ad eliminare alcuni blocchi e la torre va in pezzi, hai perso comunque.
Perché non è rimasto più niente.

Solo queste parole e Nina che ci disegna sopra.

Cuori d'inchiostro

Smembrare.


che cosa fanno le cose quando non ci siamo?

le cose quando non ci siamo si vestono di polvere e giocano a rimanere immobili.


pensavo alle Tue cose, quelle cose che adesso sono sparse per la città. 
Non le abbiamo vendute, le abbiamo regalate perché tanto a te non sarebbero più servite. 
Mi sono anche chiesta in quanti anni/mesi/giorni/ore/secondi  sia stato possibile riuscire a frammentare i resti della tua esistenza, non sono riuscita a fare un calcolo preciso ma sono sicura che sia successo tutto troppo in fretta.

Io con le tue cose avrei voluto fare un santuario, invece c’è Chi ha pensato che fosse meglio regalare un pezzo di te ad ognuno di quelli che ti volevano bene. 
E forse ha ragione Lei, ti conosceva meglio di me del resto.


Sei stato smembrato pezzo per pezzo. 
Difficile dirti se hanno finito prima i vermi con il Tuo corpo o se abbiamo fatto prima noi con le Tue Cose.



Gli oggetti ci rappresentano perché li usiamo, 
è il modo in cui li usiamo che ci rappresenta. 
forma e colore  sono spesso irrilevanti.
E quando non restano che quelle cose,  
agli Altri non resta che custodirle gelosamente 
a prescindere dal loro valore.

seicentocinquanta muscoli per ingannare.

Ed ecco che la Solitudine s’è fatta grande e te la ritrovi ai piedi del letto la Domenica mattina;
vuole che la porti con te al parco e al supermercato,
e poi  Lunedì a lavoro.

ti ha chiesto di stare da sola con lei anche in mezzo a mille persone che ti sorridono, di portarla con te in vacanza, a casa della nonna e dal parrucchiere. 

E tu le hai sciolto il guinzaglio,
te lo sei messa al suo posto e ti va anche bene.
adesso è lei che ti trascina, che decide con chi devi stare.
”stare” perché tanto lei ti si piazza davanti e fa muro per isolarti dagli altri.
la ringrazi per tutte le premure, e nel tempo libero le chiedi di insegnarti ad indossare le facce migliori per rendere invisibile questo muro a chi ti vuole bene.
 E così ammaestri quei venti muscoli che ti servono per sorridere e loro si muovono a comando anche senza motivo…
 … sempre senza motivo.

e adesso ce l’avete fatta complimenti!
tu e la solitudine avete preso tutti per i culo.
Siete riuscite ad ergere il tuo muro del pianto; con tante lacrime sommesse, seicentocinquanta muscoli facciali e la scusa degli occhi lucidi per l’allergia.


non prendete alla leggera la decisione di ergere il vostro muro del pianto,
è molta la malta da impastare per opere monumentali come questa.

Nessuno mai, Nessuna mai.

è solo il ricordo di una cosa brutta,
che è successa e adesso esiste quasi più.

Improvvisamente ho realizzato:
è che m’è passata la voglia.
 Sarà che sto battendo i piedi contro il pavimento da una vita, con il vestitino rosa con il tulle morbido cucito sull’orlo, le mie scarpette smaltate e i calzini bianchi con il risvolto di pizzo.
Batto i piedi e dico: ”NONONONO!! non è così che deve andare, niente sta andando come dico io! tutto deve proseguire secondo i miei piani…gnègnègnègnègnè!”  lo dico ad una sedia vuota; dall’altezza del mio metro e cinquantasei, e mi lamento di quanto le cose non vadano come devono andare, di quanto nella mia vita io non abbia potuto decidere nulla, che non è vero che esiste il libero arbitrio e della forza catastrofica di certi eventi che non possiamo evitare.
mi sento una medusa.
 una medusa nel mare,
 in mezzo a mille altre specie marine,
 lei si lascia trasportare dai flutti.
 sono stanca.
 e mi addormenterò in pace, anche senza le cose che mi mancano, non desidererò nessun abbraccio e non manderò un bacio a Nessuno.
L’aria è straziante perché é quella di un congedo.


Ulisse è diventato Nessuno, e Nessuno se ne accorgerà.

Congetture

La pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla schiena.

ma non vorrei che si fosse sbagliata, non vorrei che non avesse ben capito la situazione.
Quelle ali meravigliose sono solo dipinte, non possono volare.
 E se c’è un momento per piangere,  quel momento è questo.

l’amore non c’è.
Come la gioia, si è sciolto nel dolore. 
Come la salute, si è sciolta nella malattia.
non come la morte però, quella separa tutte le cose.

alla ricerca di un perché.

autocoscienza

Cosa dareste per riuscire ad ottenere quello che più desirate al mondo? 

 il dito, la mano
il braccio?

quando ci penso sorrido ritirando un poco la mano come a volermi proteggere da me stessa e da quanto sarei disposta a sacrificare.

 tutti abbiamo un limite, ma io il mio non lo conosco.


quello che un tempo era un sentimento grande adesso non è niente.
Penelope non lo sapeva e continuava ad aspettare…