LOOP


frequenta la scuola del diavolo, impara a distinguere gli incubi dai  bei colori sgargianti.
immobilizza la tua anima e costringila a guardarti.


…e il cavaliere di spade decise la sua mossa.
ad uno ad uno tagliò i cavi.
ma tutto si rivelò più solido del previsto.

 le ore incantate dell’isola felice, 
non sai quando arrivano, 
non sai quando ti verranno negate.

fugga il codardo, inseguendo le ore incantate.

fugga inseguendo l’ora d’oro.
sparisca con le mani nel sacco.
sparisca carico d’amore e pentimento.


Il tempo è il giudice supremo della persistenza dei miei desideri.
 l’ho imparato nel biennio 1998 – 2000, la mia torre peggiore.
per questo, il tempo mi ripagherà, mi aiuterà a dimenticare.
il tempo me lo deve.


sparisca dal mio cuore.

Possa io distruggere all’infinito.

E non ci fu più ubicazione per le folli pretese.

Nella piccola stanza piena di libri bianchi
ho passato il tempo ad innamorarmi.




 La Papessa avrebbe voluto possedere ogni cosa, 
avrebbe voluto poterlo stringere con tutto il suo corpo.
Ci ha provato, ed è stato quasi ridicolo.
Ha chiesto di smettere, ha pregato.
Ma concederle una tregua sarebbe stato troppo generoso.
  Sembra che il tempo si ripeta ogni volta.
 Inutile opporsi, inutile recriminare, inutile cercare di salvarsi.
Possa assumersi le sue colpe e pagare.
Non chiede null’altro.

Possa trovare una ragione.
  
Si è rinchiusa, ma ha tenuto con sè l’indispensabile: sembra quasi niente,
 invece è comunque troppo.
  Almeno adesso può dirsi al sicuro.

Prendi quello che ti serve e il resto buttalo via
fugga il codardo inseguendo le ore incantate.

Non è stato il coltello, è stata la lama.

il  quattro di coppe disse: 
“il fiato può mancare anche quando respiri l’aria più pura. “
e il sette di spade rispose: 
” in fondo ognuno tira l’acqua al suo mulino.”

C’è chi dice che ogni cosa che ci succede dipende da noi.
lo dicono quelli che si illudono di avere il controllo.
la colpa può essere un lascito.
E allora bisogna capire chi ha sbagliato, dov’è il punto di rottura, 
da quanto tempo non eravamo nel giusto 
e dov’era l’orlo di quell’abisso.

ognuno possiede una colpa.

   La mia colpa è l’aver accettato le cose,
 l’aver deciso di restare a guardare si è rivelato più doloroso di qualunque battaglia.
 Non riuscirò ad entrare, non riuscirò a capire.
Sono stata trascinata giù da qualcuno, ho trascinato giù qualcun altro.

vivrò al buio e sarò io a diventare buio.
sarò una ladra,
 ma rimarrò fuori dalla porta.

sarò un cane, 
e nessuno mi parlerà perché penserà che tanto io non possa capire.
stavolta Ulisse non è nessuno.
Penelope è esausta o forse è morta, non lo so, non mi interessa. 

Sii il tuo Dio,
io sarò il prezzo che non pagherà mai.