Se abbassi la guardia, Magari vedi qualcuno.

…e la polvere spera di impadronirsi di me; spera di ricoprire ogni centimetro, così da nascondermi al mondo, così da potreggermi per sempre.

restare anche se non si ha alcuna ragione per restare.
vorrei piangere ma cerco di rimanere elegante.
l’eleganza mi salva, l’ipocrisia m’aiuta
non c’è bisogno di spiegarvi perché ho infine desistito;
 le mie ferite sono invisibili,
e del mio incidente non c’è traccia.

alla Papessa o a Penelope non importa dove vada quell’essere.
loro stanno andando nella direzione opposta.
non importa dove, non importa quanta strada faranno e non importa nemmeno con chi dovranno avere a che fare.

purché le divergenze diventino solchi profondi come  gli abissi,
purché il buio inghiotta il caos.

una doppia vita, doppi problemi, un’unica disperazione



seicentocinquanta muscoli per ingannare.

Ed ecco che la Solitudine s’è fatta grande e te la ritrovi ai piedi del letto la Domenica mattina;
vuole che la porti con te al parco e al supermercato,
e poi  Lunedì a lavoro.

ti ha chiesto di stare da sola con lei anche in mezzo a mille persone che ti sorridono, di portarla con te in vacanza, a casa della nonna e dal parrucchiere. 

E tu le hai sciolto il guinzaglio,
te lo sei messa al suo posto e ti va anche bene.
adesso è lei che ti trascina, che decide con chi devi stare.
”stare” perché tanto lei ti si piazza davanti e fa muro per isolarti dagli altri.
la ringrazi per tutte le premure, e nel tempo libero le chiedi di insegnarti ad indossare le facce migliori per rendere invisibile questo muro a chi ti vuole bene.
 E così ammaestri quei venti muscoli che ti servono per sorridere e loro si muovono a comando anche senza motivo…
 … sempre senza motivo.

e adesso ce l’avete fatta complimenti!
tu e la solitudine avete preso tutti per i culo.
Siete riuscite ad ergere il tuo muro del pianto; con tante lacrime sommesse, seicentocinquanta muscoli facciali e la scusa degli occhi lucidi per l’allergia.


non prendete alla leggera la decisione di ergere il vostro muro del pianto,
è molta la malta da impastare per opere monumentali come questa.