Se abbassi la guardia, Magari vedi qualcuno.

…e la polvere spera di impadronirsi di me; spera di ricoprire ogni centimetro, così da nascondermi al mondo, così da potreggermi per sempre.

restare anche se non si ha alcuna ragione per restare.
vorrei piangere ma cerco di rimanere elegante.
l’eleganza mi salva, l’ipocrisia m’aiuta
non c’è bisogno di spiegarvi perché ho infine desistito;
 le mie ferite sono invisibili,
e del mio incidente non c’è traccia.

alla Papessa o a Penelope non importa dove vada quell’essere.
loro stanno andando nella direzione opposta.
non importa dove, non importa quanta strada faranno e non importa nemmeno con chi dovranno avere a che fare.

purché le divergenze diventino solchi profondi come  gli abissi,
purché il buio inghiotta il caos.

una doppia vita, doppi problemi, un’unica disperazione



E non ci fu più ubicazione per le folli pretese.

Nella piccola stanza piena di libri bianchi
ho passato il tempo ad innamorarmi.




 La Papessa avrebbe voluto possedere ogni cosa, 
avrebbe voluto poterlo stringere con tutto il suo corpo.
Ci ha provato, ed è stato quasi ridicolo.
Ha chiesto di smettere, ha pregato.
Ma concederle una tregua sarebbe stato troppo generoso.
  Sembra che il tempo si ripeta ogni volta.
 Inutile opporsi, inutile recriminare, inutile cercare di salvarsi.
Possa assumersi le sue colpe e pagare.
Non chiede null’altro.

Possa trovare una ragione.
  
Si è rinchiusa, ma ha tenuto con sè l’indispensabile: sembra quasi niente,
 invece è comunque troppo.
  Almeno adesso può dirsi al sicuro.

Prendi quello che ti serve e il resto buttalo via
fugga il codardo inseguendo le ore incantate.

Congetture

La pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla schiena.

ma non vorrei che si fosse sbagliata, non vorrei che non avesse ben capito la situazione.
Quelle ali meravigliose sono solo dipinte, non possono volare.
 E se c’è un momento per piangere,  quel momento è questo.

l’amore non c’è.
Come la gioia, si è sciolto nel dolore. 
Come la salute, si è sciolta nella malattia.
non come la morte però, quella separa tutte le cose.

alla ricerca di un perché.

Ci ho provato a desistere, davvero.

quando per raggiungere qualcuno, non basta mettersi in punta di piedi.
sono le scale che dobbiamo salire.
 salire, salire e salire.

era da tanto che non ricordavo uno dei miei sogni.
la notte scorsa ti ho sognato.
non era esattamente un incubo, ma una volta sveglia non ero per niente felice.
poi il buon umore è arrivato, una bella notizia, ma niente che ti riguardasse.

ed è da un po'  che le logiche incerte sono la mia vita.
ma io ho da fare e non ci penso.
ed è quando tutto tace, che si sentono i rumori peggiori.
ma io ho tanto da dire e non li ascolto.
ed è quando le cose non vanno come vorremmo che diciamo basta.
 
ma le cose non si fermano, no.
loro continuano, senza che noi possiamo farci nulla.

e anche se non ti voglio sognare, ti sogno.

a volte è come se ti conoscessi solo in un sogno.
non perché è tutto bellissimo e perfetto, ma perché la tua presenza è così incostante che non
so  se non esisti o se sei vero.

Poi Passa.

..E dinuovo, persa in un giro che non c’è , nella valle dei messaggi sperduti.
con quel sorriso che attanaglia il cuore.

è l’ ignoto che ci spaventa, da sempre.
ma da sempre io ho paura di sapere…

 Sapere è una grande responsabilità e comporta dei rischi.
è tanta la Paura, e non ci sei più Tu a farmi compagnia…
aspettare non serve a nulla,
non tornerai e niente sarà più come è stato,
è la legge.
Mi capita spesso di pensare questo.
Sopratutto di sera, quando finiscono i rumori e per colmare il vuoto penso.
è per questo che parlo tanto, perchè il silenzio mi spaventa.
Il silenzio ci da’ l’opportunità di parlare a noi stessi, ci da l’opportunità di notare quelle piccole cose che non noteremmo neanche  persi fra una declinazione, un intacco palatale e una pausa per prendere fiato.
ed è vero, che di certe cose è meglio non sapere il senso.
fermamente convinta che
la conoscenza è la vera libertà e che la vera libertà è scegliere di conoscere o non conoscere.
ho paura di sapere.
ho paura di trovare vetri rotti e lame affilate.
Ed è per questo che deliberatamente con la lucidità di chi ha pianto tanto
scelgo di non sprofondare,
c’è ancora tanto da esplorare e io ho voglia di prefissarmi altre mete,
per questa volta io passo.

Rileggo questo passo.
che risolutezza!
chissà se avrò voglia per una volta di ascoltare i miei consingli.
ma io voglio sapere tutto, vorrei poter avere accesso a tutte le cose a me precluse.
è la cosa che desidero di più al mondo.

…mi perdo ancora, nei miei mille “chissà”.

chissà cosa fanno le cose quando non ci siamo...
già…
chissà.

…a tutti quelli che piangono in silenzio per paura di non scavalcare il muro per vedere cosa c’è dall’altra parte.
a chi non è arrivato abbastanza in alto
a chi alzando gli occhi al cielo lo ha trovato ricolmo di nuvole,
alle vane promesse.

Oggi non credo…

…Cercando un alternativa alle geishe, mi sono imbattuta in un bel blog, un po' cupo ma carino…
sopra un porto inumidito ulteriormente dalla pioggia con i lampioni slanciati che emettevano una luce fredda, sull'immagine c'era scritto: <&lt;nell&#39;aria c'&egrave; più nebbia che altro>&gt;
 non lo so, ma sentivo che per l'autore del template aveva scritto la frase percependo la nebbia come una cosa negativa.
sarà anche vero che non si vede un cazzo, che è pericolosa, inquientante…ma la nebbia non è fatta della stessa sostanza delle nuvole?
è come stare in cielo,
e fare gli aerei.
o gli uccelli.
no, gli angeli no.