E non ci fu più ubicazione per le folli pretese.

Nella piccola stanza piena di libri bianchi
ho passato il tempo ad innamorarmi.




 La Papessa avrebbe voluto possedere ogni cosa, 
avrebbe voluto poterlo stringere con tutto il suo corpo.
Ci ha provato, ed è stato quasi ridicolo.
Ha chiesto di smettere, ha pregato.
Ma concederle una tregua sarebbe stato troppo generoso.
  Sembra che il tempo si ripeta ogni volta.
 Inutile opporsi, inutile recriminare, inutile cercare di salvarsi.
Possa assumersi le sue colpe e pagare.
Non chiede null’altro.

Possa trovare una ragione.
  
Si è rinchiusa, ma ha tenuto con sè l’indispensabile: sembra quasi niente,
 invece è comunque troppo.
  Almeno adesso può dirsi al sicuro.

Prendi quello che ti serve e il resto buttalo via
fugga il codardo inseguendo le ore incantate.

Nichilismo et Speranza

...è crollato tutto, non c’è più un posto sicuro.
 Né un posto da dove partire né un posto dove tornare.
non è rimasto niente.

ci sono solo io, quasi indenne.
e lentamente si sa, i detriti verranno spostati dal vento;
qualcosa ricomincia, ma non è detto che sia meglio.
 C’era un tempo in cui avrei potuto dire di esser sicura, 
invece adesso non vi è una sola certezza che possa consolarmi, un monito, uno spiraglio.

dove c’era pace, ora c’è una profonda ferita lacero contusa.

Il senso di abbandono si fa spazio e non mi lascia respirare.
un’altra volta.
come sempre.
nuovamente.

convincimi tu che andrà bene.
va tutto bene.
tutto.
se è questo quello che devo sopportare, sopporterò.

alla fine hai vissuto cose ben peggiori, no?

è per questo credevo di aver finito e invece le mie speranze saranno 
ancora una volta irrimediabilmente vane.
Vane come tutte le cose irreversibili.

 E la parola irreversibile ha il sapore della Morte.

ma la Morte, in fondo, è solo qualcosa che muta forma.
in fondo Morte vuol dire nuova  forma (di Vita).

 Ma che senso ha un’ altra vita?
la mia vita è ora è qui!
non ce ne sono altre perché non me lo ricorderò.
non sarò Io mai più.