Congetture

La pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla schiena.

ma non vorrei che si fosse sbagliata, non vorrei che non avesse ben capito la situazione.
Quelle ali meravigliose sono solo dipinte, non possono volare.
 E se c’è un momento per piangere,  quel momento è questo.

l’amore non c’è.
Come la gioia, si è sciolto nel dolore. 
Come la salute, si è sciolta nella malattia.
non come la morte però, quella separa tutte le cose.

alla ricerca di un perché.

Quando Bambi incontra Godzilla e nasce una Sadica.

OGGI: 8/03/2012.


 esangue deborah: ei 
 When Bambi meets Godzilla: buh 
esangue deborah: ah ah ah 
 When Bambi meets Godzilla: come stai?
[01:57:14] esangue deborah: no comment
[01:57:14] esangue deborah: tu?
[01:57:29] When Bambi meets Godzilla: pure!
[01:57:39] When Bambi meets Godzilla: o/
[01:58:25] esangue deborah: …cioè sto normale poi mi basta vedere una stupida foto su msn ed entro in paranoia
[01:58:33] esangue deborah: scusa sto scazzata al massimo
[01:58:39] When Bambi meets Godzilla: tipo?
[01:58:44] When Bambi meets Godzilla: che foto?
[01:58:52] When Bambi meets Godzilla: tipo il tue ex con la nuova fiamma?
[01:59:07] When Bambi meets Godzilla: (fiamma o scrofa o troia, come vuoi tu.)
[01:59:13] esangue deborah: senza fiamma.
[01:59:28] esangue deborah: ma splendida foto
[01:59:45] When Bambi meets Godzilla: sono curiosa!
[01:59:50] esangue deborah: ahahahah
[01:59:59] When Bambi meets Godzilla: se ti può consolare
[02:00:05] When Bambi meets Godzilla: io non vedo nemmeno quella.
[02:00:23] When Bambi meets Godzilla: cioè, ne vedo una così vecchia. e la cam è sempre così sfocata.
[02:00:34] When Bambi meets Godzilla: non me lo ricordo quasi nemmeno in faccia ormai.
[02:01:01] When Bambi meets Godzilla: è buffo, ma gran parte degli uomini importanti della mia vita sono un viso sbiadito, e ho solo 22 anni!
[02:01:09] When Bambi meets Godzilla: la voce poi, non ne parliamo.
[02:01:51] esangue deborah: si ok.il viso, la voce… che pi se ci pensi bene,almeno per me, i ricordi Veri sono altri
[02:01:57] When Bambi meets Godzilla: vedi che c’è chi sta messo peggio di te!
[02:01:59] esangue deborah: tipo i momenti*
[02:02:12] When Bambi meets Godzilla: io il cazzo però me lo ricordo, quello si.
[02:02:14] When Bambi meets Godzilla: non manca mai.
[02:02:20] When Bambi meets Godzilla: che squallore.
[02:02:20] esangue deborah: il sorriso che ti resta dentro con le sfumature che gli dai solo tu*
[02:02:30] esangue deborah: ah bene
[02:02:33] When Bambi meets Godzilla: eh.
[02:02:39] When Bambi meets Godzilla: ti trovo romantica.
[02:02:48] esangue deborah: lo sono.anche troppo
[02:02:52] esangue deborah: purtroppo cazzo,
[02:03:09] When Bambi meets Godzilla: il mio proposito dell’anno nuovo era di diventare più cattiva
[02:03:21] When Bambi meets Godzilla: non ci sto riuscendo, ma almeno il cinismo è tanto.
[02:03:39] esangue deborah: no no. non fa per me. bisogna anche darsi obiettivi comuinque raggiungibili…. 

esangue deborah: eheheh 

 When Bambi meets Godzilla: del resto a me di sorrisi me ne ha concessi pochi. 
 When Bambi meets Godzilla: il cinismo per certi versi, è meglio della cattiveria. 

 esangue deborah: c’è chi dice che lAmore corrisposto non esiste. 
 esangue deborah: che poi è come negare il sentimento in sè. boh 

 When Bambi meets Godzilla: lo dicevano anche degli unicorni.
When Bambi meets Godzilla: ma se tu credi nell’amore
When Bambi meets Godzilla: lei crederà in te 

 When Bambi meets Godzilla: prima o poi.
When Bambi meets Godzilla: solo che tendenzialmente lo sopravvalutiamo
When Bambi meets Godzilla: tanto quanto sopravvaluti la persona amata.
When Bambi meets Godzilla: è quello il dramma, idealizzare. 

 esangue deborah: ehhhhhh già 
 esangue deborah: parole sante 

 When Bambi meets Godzilla: e l’amore sfortunatamente è anche idealizzare. 
When Bambi meets Godzilla: è un circolo vizioso. 
 esangue deborah: forse diepnde anche dal rapporto. se forte, duraturo e consolidato nel tempo 
When Bambi meets Godzilla: scusa, sono la persona meno indicata per sollevarti il morale oggi 
esangue deborah: c’è poco da idealizzare 
When Bambi meets Godzilla: idealizzi lo stesso 
 When Bambi meets Godzilla: non ce ne accorgiamo 
When Bambi meets Godzilla: ma il risultato dell’idealizzazione 
 When Bambi meets Godzilla: sono le aspettative. 
 When Bambi meets Godzilla: anche il semplice ”ciao amore, com’è andata la tua giornata?” 
 When Bambi meets Godzilla: sono sempre aspettatitve. 
esangue deborah: ok. smettiamo di idealizzare, di farci aspettative positive(=speranze) e poi andiamo a buttarci tutti dal ponte 

 esangue deborah: ehi amore, com’è andata la tua giornata?esangue deborah: 😛 

 When Bambi meets Godzilla: lol
When Bambi meets Godzilla: l’acqua dev’essere gelida.
esangue deborah: ah
When Bambi meets Godzilla: mi dai il permesso di pubblicare questa chat?
When Bambi meets Godzilla: abbiamo detto così tante verità
When Bambi meets Godzilla: in questi pochi minuti.
When Bambi meets Godzilla: è un peccato. 

 esangue deborah: ?pubblicare?dove? 
When Bambi meets Godzilla: nel blog 
esangue deborah: ahahahahha 

esangue deborah: non ci credo 

When Bambi meets Godzilla: non sfidarmi. 
 When Bambi meets Godzilla: lo faccio.
esangue deborah: sei matta??
When Bambi meets Godzilla: no
When Bambi meets Godzilla: anzi lo faccio.

come mi sono ridotta.
a parlare così, a far finta di essere saggia.

non imparerò mai. 

ti voglio bene deborah



Poi Passa.

..E dinuovo, persa in un giro che non c’è , nella valle dei messaggi sperduti.
con quel sorriso che attanaglia il cuore.

è l’ ignoto che ci spaventa, da sempre.
ma da sempre io ho paura di sapere…

 Sapere è una grande responsabilità e comporta dei rischi.
è tanta la Paura, e non ci sei più Tu a farmi compagnia…
aspettare non serve a nulla,
non tornerai e niente sarà più come è stato,
è la legge.
Mi capita spesso di pensare questo.
Sopratutto di sera, quando finiscono i rumori e per colmare il vuoto penso.
è per questo che parlo tanto, perchè il silenzio mi spaventa.
Il silenzio ci da’ l’opportunità di parlare a noi stessi, ci da l’opportunità di notare quelle piccole cose che non noteremmo neanche  persi fra una declinazione, un intacco palatale e una pausa per prendere fiato.
ed è vero, che di certe cose è meglio non sapere il senso.
fermamente convinta che
la conoscenza è la vera libertà e che la vera libertà è scegliere di conoscere o non conoscere.
ho paura di sapere.
ho paura di trovare vetri rotti e lame affilate.
Ed è per questo che deliberatamente con la lucidità di chi ha pianto tanto
scelgo di non sprofondare,
c’è ancora tanto da esplorare e io ho voglia di prefissarmi altre mete,
per questa volta io passo.

Rileggo questo passo.
che risolutezza!
chissà se avrò voglia per una volta di ascoltare i miei consingli.
ma io voglio sapere tutto, vorrei poter avere accesso a tutte le cose a me precluse.
è la cosa che desidero di più al mondo.

…mi perdo ancora, nei miei mille “chissà”.

chissà cosa fanno le cose quando non ci siamo...
già…
chissà.

…a tutti quelli che piangono in silenzio per paura di non scavalcare il muro per vedere cosa c’è dall’altra parte.
a chi non è arrivato abbastanza in alto
a chi alzando gli occhi al cielo lo ha trovato ricolmo di nuvole,
alle vane promesse.

Quando Per Ridere Devo Farmi Il Solletico

…e penelope bussò.
così mi ritrovo a fare e disfare bagagli.
e fare e disfare tele.
e mi sento un po' Tessitrice
anch'io.

Certi giorni mi sento proprio così, storta.
non ho voglia di ridere anche se ce ne sarebbe il motivo, non ci riesco.
penso troppo.
odio questa cosa di me.
troppi pensieri, troppi inganni, troppi danni.
sembra un proberbio, invece è la mia paranoia.
Ma io non cambio.
convinta del fatto che se è vero che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, certi nodi il pettine lo rompono.
E allora non resta che passare a delle contromisure, quelle spicciole, quelle a cui possono arrivare tutti.
e Zac zAc, tocca alle forbici dare un taglio.
Questo mi rende triste, odio dover ricorrere a questi mezzucci, sono soluzioni risibili, non mi fido del <&lt;Tutto&amp;Subito&gt;&gt;.
così sarebbe troppo facile,
e io le cose facili non me le concedo.

…ed  è un malessere che striscia sulla mia schiena, so cos'&egrave; e mi vengono i brividi.

il mio desiderio di fuga ritorna
Chiaro, Conciso, Invitante.
<&lt;ma perchè non cambi?>&gt;
<&lt;non è così facile.>&gt;
<&lt;fingi di essere cambiata allora.>&gt;
Non credo che ci riuscirei, cazzo!
se non fossi stata me stessa, sicuramente sarei stata qualcuno con le stesse attitudini.
se una cosa ce l'hai nell'anima, allora difficilmente te ne puoi disfare.
difficilmente potrai dire: <&lt;via, sciò! pussa via…!!>&gt;
perchè è parte di te, è parte di ogni fibra del tuo essere,
perchè è lei insieme alle altre milioni di piccole cose ad essere te.

sommariamente affranta ed infinitamente triste…
  sembro  uno specchio senza riflesso.

I Fichi

immagino campi.
immense distese di lavanda.
e poi rido….mphf, ihihihihiahahahhehehehehhoohohoh.
se fossi davvero in un campo di lavanda comincerei a starnutire e gli occhi mi si gonfierebbero e non la smetterei più di soffiarmi il naso e di asciugarmi gli occhi, fino a diventare un'ammasso di cartilagine rossa ed infiammata e nessuna crema idratante/lenitiva riuscirebbe a darmi sollievo.
in questi casi il mio nick di messenger diventa "Crystal morente di allergia" e mi sento morire un po' davvero.
immaginando una distesa immensa di cespugli di lavanda, che creano onde, che sembrano uno scampo di velluto a coste -color lavanda, appunto- visto con gli occhi di una formica.  – si, è il desktop di windows seven-
"Crystal morente di allergia" è un nick che appare spesso. Sono allergica a moltissime cose.
mi basta una macedonia per stirare le zampe, e dire ciaociaomondo.
e di recente, basta una fava-il legume, che ti credi!!-.

così pensavo…
in fondo immaginare, non comporta alcun rischio.
ed è per questo che alcuni si fingono chi non sono, vivono vite parallele dietro ad uno schermo del pc, dove tutto è protetto, riservato, e puoi inventare quello che ti pare ed essere chi vuoi essere, senza comprometterti.
in fondo è facile:
ti inventi il personaggio, i personaggi, crei un e-mail e il gioco è fatto.
sicuramente è meglio dei giochi in scatola -ma non meglio del Monopoli, chiaro!-.
E' un gioco che si può fare da soli o in coppia, è un modo per mostrarsi, un modo per sentirsi fiQui…
magari non con personaggi completamente inventati -che poi ci si distacca dalla realtà e poi non si trova la forza per entrare nelle proprie scarpe la mattina- ma orchestrando  verità omesse, dichiarando false prefenze e mostrando solo quello che si vuol far vedere perchè&nbsp; "in linea con il personaggio".
la verità è figlia del tempo, e dopo poco si risulta soltanto ridicoli.

…e la mia lingua percepisce l'impellente esigenza di vibrare: PRRRRRRRRR! &nbsp;  

gioco di ruolo.
vite di ruolo.
nàh, che schifo.
le etichette lasciamole ai barattoli perfavore.
Ennò!&nbsp; i fiQui sono quelli che adorano schiaffarsi in fronte delle belle etichette, magari con un codice a barre e la data di scadenza.
così se il personaggio scade -e io sento la puzza fin da qui- vi aprite un altro blog e si ricomincia.

nulla di male, nulla di dovuto, s'intende…!
che male c'&egrave;?
mah niente, è la mia sindrome premestruale che scrive.
Pardon, è la mia sindrome premestruale che ordina alle mie dita di scrivere, in barba alla pignoleria!
-è che mi sento un po' scema, invece che sparare minchiate a raffica, a preferire il silenzio…ma fossi stronza pure io?-
del resto questo blog, è fatto per i miei giri di parole, quei giri che nessuno vuole ascoltare perchè <&lt;..dici una cosa e nel frattempo ne hai pensate altre 199, e non ti si riesce a seguire…>&gt; ma che magari qualcuno vuole leggere.
Forse a leggerlo, quello che penso non risultà poi così insensato, o "inafferrabile&quot; oppure è peggio.(?)

fondamentalmente parlo a me stessa.

fondamentalmente volevo chiudere, un discorso aperto e mai chiuso, se non con infantilismo.
lo faccio generalizzando fino all'estremo, ipotizzando un' eventuale verità che mai riceverò in cambio.
ma se potessi scegliere preferirei un naso nuovo per annusare la lavanda senza mandare in choc le mie vie respiratorie.

e pensandoci bene…
io infatti, posso benissimo immaginare distese di lavanda, avere un desktop con una distesa di lavanda. indossare pantaloni di velluto a coste color lavanda,
ma non potrò mai sentirne il profumo.
chi vuol intendere…
…ha inteso bene!

Ex abundantia enim cordis os loquitur<–daccordissimo!

Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese

…E vorrei, in una notte che non accadrà mai, passare dal solco che unisce la terra con il mare.

quel solco invisibile che da sempre collega il cervello con il cuore.

 

Come sempre,spintonata dalla folla.

Immaginando distese di prati armati, con fiori soldati

a combattere con il vento.

i fiori non hanno nipoti.

 

ma io non sono un fiore,

e mi immaginavo già vecchia, perchè qui sempre di immaginazione si parla,

yeah.

pensavo a me, che mi conto le rughe, che rimpiango gli anni passati e che sto' con un uomo più giovane.

e già tremo.

mi domando se prenderò marito-in verità, se qualcuno mi prenderà mai-

dando per scontato che arriverò alla vecchiaia unicamente perchè sono prudente e da domani mi rinchiuderò in una camera iperbarica per il resto della mia stagionatura, così per essere sicura di assistere alla messa in scena della mia predizione.

e adesso mi vedo, mi vedo con le mie 1000 creme antirughe e i miei rituali serali di bellezza.

chissà quante scarpe avrò da vecchia.

sarò lì ad imbellettarmi così come quando avevo 20 anni, con la sensazione di aver già vissuto questo momento, mentre in realtà era solo la mia immaginazione.

mi conosco bene io, so come spaventarmi.

 

 

non riesco a sentirmi.

sarà il blog, che non è più mio.

 

(mi scuso con la creatrice del layout attuale, ne approfitto per ringraziarla e rimpiango il mio vecchio template unicamente perchè sono una sporca abitudinaria. sissì lo so, ho rotto.)

Ossa

Assetata d'esistenza, l'esistenza perpetua che inesistente mi promette Ambrosia ma che mi lascia con un pugno di scorfortante ed instabile certezza.
vorrei avere tante anime, tante, tantissime…vestiti d'anima.

Oggi sono rimasta sola, dinuovo.
Ho capito che se voglio rimanere serena, non DEVO stare sola. E non perchè ho bisogno di compagnia, di interagire con gli altri…no, la compagnia mi distrae.
Mi distrae da tutte quelle cose che si aggirano come fantasmi nel cranio.
che bussano alle porte, e con rantoli agonizzanti mi ricordano che io sono quella che pensa sempre al male.
…da chi l'avr&ograve; presa poi, quest'ossessione per il male, per il dolore e per la morte?
da te.

…ed ecco presentarsi nuovi quesiti.
nuovi quesiti,
 nuovi drammi.
touchè.
toccato, colpito e affondato.

in simbiosi con il vento, la polvere mi solletica la pelle.
polvere di ossa.
pensavo a cosa volesse dire.
pensavo che nell'immensit&agrave; di tutto questo fluire,
il defluire delle cose sia i n e v i t a b i l e.
tutto è piccolo.
cresce, diventa grande, muore
e ritorna piccolo, polvere.
…e io vorrei soltanto avere memoria.
Memoria per ricordare tutte le piccole cose che sono state grandi e che ora sono polvere.
vorrei raggiungere battiti, battiti impossibili.
Non riconoscermi nelle mie scarpe.
se fossi in me direi: <&lt;se fossi in me, me ne starei seduta ad osservare il fluire/defluire delle cose.>&gt;
osservandomi da lontano con arroganza direi: <&lt;invece che struggersi potrebbe benissimo star lì a gioire della precaria esistenza, del bellobello finchè dura.
arriva il brutobrutto?
chissène.&gt;&gt;
e invece, mi tormenta la paura di non esistere più.
ma è giusto così.
è naturalmente indispensabile.

…come direbbe Giulia,
Inshallah.

Violenza da sonno

…e ho sognato ardentemente di essere me stessa un po’ di più.

Penso certe volte di essere stupida-solo certe volte, vero?-
mi causo dei problemi da sola che non hanno alcun senso.
stasera,
senza motivo,
senza ragione,
senza alcun atto di volontà da parte mia, il mio orologio biologico ha deciso di regolarizzarsi da solo! -perchèc’horottolescatole, lo so.-
così, improvvisamente ho cenato alle 21:00
e improvvisamente alle 00:00 ero a letto
e alle 00:01 dormivo già come uno scimpanzè famoso sfruttato dalla casa di produzione cinematografica a sangue.
Un gran passo, davvero un gran passo!
colei che pranza all’ 1:00 am  e che alle 13:00 am fa colazione e che la cena non sapeva se esistesse davvero oppure no, ha ripreso a vivere ad orari da essere umano!
EVOLUZIONE:
da pipistrello a bertuccia ammaestrata, se mi impegno l’anno prossimo,  riuscirò a fare tutto quello che sapeva fare lessie.
essendo stupida…
…ergo, diffidente e scassaballe, tutto ciò non poteva avere di certo un lieto fine.

….mi svegliai approssimativamente alle 3:04 del mattino feci capolino da sotto il piumone blu morbidossissimo che mi ha mandato nonna -bellalanonna!!-
e guardai nel buio: NIENTE.
nienteeh? come NIENTE???
Io ho sempre avuto il sonno disturbato sin da bambina, non vedere nulla in quel buio mi ha turbata.
Le ombre, le persone sedute e tutte le varie cazzate, stanotte non c’erano.
Ricaccio la testa sotto le coperte pensando di dover immaginare qualcosa, mi dico però che per una sera potrei anche dormire tranquilla e che le mie psicosi torneranno dalle maldive domani o al massimo la prossima settimana, me ne convinco e chiudo gli occhi.
Ma ecco che la mia mente dispettosa decide di regalarmi quest’immagine sensualissima di vecchia vestida di nero eccessivamente rugosa, che somiglia alla cugina del nonno -ovvero che da giovane doveva essere una gran gnocca ma che adesso non te lo immagineresti mai e quindi li credi sulla parola- che beve un bicchiere d’acqua, uno di quelli grandi lunghi e trasparenti, ficcandoci tutte le labbra e raccogliendo l’acqua con la lingua a cucchiaino e muovendola ritmicamente, emettendo quei rumori di risucchio, così eleganti e sonoramente rincuoranti.
strizzo gli occhi, sarà che ho sete e voglio farmela passare per pigrizia.
Li riapro e mi stendo dinuovo cercando di non contrarre tutto il corpo, ed ecco che la mia mente dispettosa ha deciso che devo avere pure paura stanotte!
mi immagino la suddetta vecchia, ingobbita, stare ferma nell’angolo della cucina di casa mia, accanto al lavabo, che tiene le mani su, come fossero zampe di un cane ammaestrato e che al mio movimento, rimanendo ferma in quella posizione schiude appena le labbra emettendo l’ennesimo suono con la bocca impastata di saliva e mostrando dei denti aguzzi, gli occhi vispi, lucidi, di colore nocciola, senza pupille ma con ancora la cornea. 
Quello Scatto…lo scatto accompagnato dal suono che mi mostra quella bocca piena di denti a punta..li immagino ledere la carne, reciderla, la immagino zampettare con l’affaticamento della senilità, con le sue scarpe nere ortopediche e i gambaletti color carne, inseguirmi zampettando perchè mi vuole mangiare, con le mani su come fosse un cane che si alza su due zampe e il passo penosamente fiacco ma che so riuscirebbe a raggiungermi.
Me la immagino lì, ferma ad aspettare che io esca dalla stanza percorra pochi passi per arrivare a quel maledetto cucinino della mia casa studenti, pronta a schiudere leggeremente la bocca emettendo quel suono viscido a scatto e mostrando quei fottuti denti aguzzi!
ed ecco che devo fare pipì…
…la cucina non ha porte, è uno spazio aperto,invece il bagno ha una bella porta ma si affaccia proprio sulla cucina,  che diamine!
mi dico, ok me la tengo fino a che giulia-la mia amica che vive con me- non si sveglia.
si, certo, riuscirò a trattenere quest’impellente esigenza fino alle nove del mattino…che sarà mai?! tanto sono le tre e mezza! suvvia. solo 7 ore!!
quando ancora il vaso da notte non era stato inventato come facevano?
non lo so, ma presto me ne procuro uno anche io.
e così esco nel buio accendo al volo l’interrutore e corro in bagno, la pipì più veloce della mia vita.
dinuovo mi immagino lei.
Mi immagino di vederla non appena apro la porta, con le solite zampacce ossute, l’artrite, l’anello d’oro di famiglia con l’acquamarina al centro che non si toglie più perchè ha le dita troppo gonfie, messa in posizione da fido su due zampe.
Lei, rimanendo immobile con uno scatto schiude quelle fottute labbra quel poco che basta per mostrarmi i denti aguzzi emettendo  quel suono con la bocca impastata di saliva.
La porta del bagno è a vetri così posso controllare, non la vedo ma potrebbe essere un trucco.
La apro di scatto, spengo la luce e mi ficco in camera desiderando ardentemente di aver avuto una chiave per la porta di camera mia.

Paturnie, Paturnie…
tutto ciò è successo davvero,
e ora ho perso il sonno,
tutti quei rumori di casa che solitamente sento la notte
e che si sentono in tutte le case adesso non mi sembrano affatto casuali. Ma domani mattina sarà tutto passato.
Paturnie, Parturnie…
sono qui, sotto al piumone blu notte di nonna, che scrivo su splinder della mia vecchia immaginaria.
non era un sogno, l’ho immaginata!
mi capitano spesso questo genere di cose,
e adesso leggendovi nel pensiero vi dirò:
si, sono stata a farmi curare ma mi hanno detto che non c’è nulla da curare.
alle elementari ero solita influenzare tutti gli altri bambini che giocavano con me, spaventandoli o facendogli vivere un esperienza magica a seconda dell’umore, durante l’intervallo.
ho solo una fervida immaginazione, e di notte quando il mondo sprofonda nel sonno, assecondo le mie visioni per gioco senza deciderlo davvero, quasi incosciamente.
Mio malgrado, certe volte spavento pure me stessa davvero.
tutto ciò mi sarà utile in un film, ne sono certa.

in questo momento sono qui, aspettando davvero che Giulia si svegli.

quanto scritto questa notte non è frutto di un attenta riflessione, è scritto di getto, tutto d’un fiato. Ho colto il mio momento e l’ho trascritto qui istantaneamente. Se non somiglia agli altri scritti è perchè io ho un modo di scrivere per ogni stato emotivo.

 

Il contrario di solitudine

 

Oggi vorrei che fosse il giorno dei contrari.

Mi sono gettata in mare come era giusto che fosse. Almeno, così pensavo all’inizio. L’acqua non l’ho nemmeno toccata, a dir il vero.
Dopo i primi metri di caduta tutto è diventato nero. Poi i ricordi mi hanno assalita. Anche quelli non miei,
ma se davvero sono la luna, non ha senso che mi affoghi nel mare. Baciare il cielo ha molto più senso.
 
è un periodo strano, devo cambiare così tante cose, che sono sono sicura che alla fine mi chiederò: <&lt;ma sono davvero io??>&gt;
la mia vita prende una strana piega, si arricciano i capelli, si gonfiano le labbra, mi annodo i pensieri al dito.
 E improvvisamente, non vivo più qui, e qui sono solo di passaggio, e là dove devo abitare non voglio starci. E incostantemente, mi ami ancora.
Maestra del mio turbamento.
io, che sono il giorno che ingoia la notte e la notte che vomita il giorno.
così mi sorprendo a danzare sommessamente insieme alle mie paranoie, di nascosto.
io, la migliore illusionista di me stessa.
così mi sorprendo ad innalzare barriere inespugnabili, persino per Te.
io, che amo quando il telefono squilla e sul display compare "Lo Stronzo".
tante volte ti ho cambiato vestito, scritta lampeggiante nella mia rubrica telefonica virtuale.
gesto liberatorio, che mi fa credere di averti anche solo un po’.
…la verità è che mi volevi subito lì da te.
ho fatto tardi, perdonami!

…chi vivrà vedrà, forse non tutto è perduto.

e anche oggi qui, ho riversato la mia malinconia.

 

 

 

 

29 luglio 2009 , banalità e dispetti.

con la sincerità che vibrava con il tepore del sole,
la tristezza infiammava la foresta della mia testa.

Quando non hai niente da perdere perchè ti senti deluso, e quando non sai come andrà a finire ecco che agisci incondizionatamente.
Oggi ho provato.
 ho provato a non arrabbiarmi, a non essere gelosa. Ad essere impassibile.
in fondo io cosa sono?
sono "vista una volta", sono un nickname che cambia spesso.
è facile scrivere, e facile dire sottovoce, è facile mentire spudoratamente con il sorriso maledetto di uno smile.
Ma mettiti nei miei panni, e vivimi un secondo. Ti prego.
A volte me lo dimentico, le parole possono essere solo suoni o simboli.
devo ricordarmi che  se magari hanno un certo significato questo può essere puramente casuale.
le Bugie sono delle belle verità desiderate e io non faccio altro che aspettarle a braccia aperte perchè in fondo solo loro mi concedono quello che voglio.
Sono la migliore illusionista di me stessa.
Sono solo lo spettro di me stessa, illusa fino in fondo, con l’amore per il finto involucro di cellophan che ricopre la mia vita, la ripara dagli schizzi e la fa sciogliere al sole.
Certi giorni vorrei svegliarmi senza avere alcuna aspirazione primaria se non quella di sopravvivere.
nessun impulso d’amore, nessuna inclinazione espressiva, fare il mio dovere di figlia, sorella, amica, nipote. Così, senza chiedere nulla in cambio alla vita.
Certi giorni non vorrei essere me.
nell’infinita tristezza di questa giornata sento applaudire l’istinto che ha rubato il posto alla ragione che è finita agli ultimi posti, e non la vedo più.
e faccio cose stupide, dipingendo col pianto rigoli di lacrime sul mio volto.
Sono egoisticamente innamorata persa, innamorata senza amore di un vago ricordo pusillanime e arrogante. Sono pura invidia avida di attenzione.
Ma tu non parli, non scrivi, non rispondi.
A volte mi sforzo di credere che sia per spronarmi, perchè mi ami follemente e mi vuoi subito lì da te. Ma i conti non tornano, e mi gratto la testa rimuginando sugli eventi.
se non mi ami dimmelo!
niente.
il vuoto.
solo dispetti.
…e non faccio altro che sentirmi impazzita.
a volte me lo dimentico, la pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla sua schiena.
Così volo via,
e se ti amo me lo tengo per me!

a Te