Congetture

La pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla schiena.

ma non vorrei che si fosse sbagliata, non vorrei che non avesse ben capito la situazione.
Quelle ali meravigliose sono solo dipinte, non possono volare.
 E se c’è un momento per piangere,  quel momento è questo.

l’amore non c’è.
Come la gioia, si è sciolto nel dolore. 
Come la salute, si è sciolta nella malattia.
non come la morte però, quella separa tutte le cose.

alla ricerca di un perché.

I Proci

rose, tulipani e gigli.
penelope non voleva sentirne nemmeno il profumo.

il posto è suo -per ora- e voi non potete farci nulla.
sono desolata, ma non ho via di scampo.

queste fanciulle opprimenti,
non lo sanno che rimarranno da sole? 

..e Penelope in mezzo al mondo,
accerchiata da eserciti, cantanti, proci e giullari ma comunque inesorabilmente sola.
fila e disfa la tela, nel vano tentativo di allenarsi a dimenticare.
cancella e riaggiunge, riaggiunge e cancella, tirando un filo per volta per eliminare i ricordi.
Ad uno ad uno, minuto per minuto.
finché tutto sarà sgualcito.
finché il telaio marcio crollerà facendole volare in faccia le sue schegge sottili.

questa Penelope miei cari, non aspetta più Ulisse, ma la fine di un delirio.

I Fichi

immagino campi.
immense distese di lavanda.
e poi rido….mphf, ihihihihiahahahhehehehehhoohohoh.
se fossi davvero in un campo di lavanda comincerei a starnutire e gli occhi mi si gonfierebbero e non la smetterei più di soffiarmi il naso e di asciugarmi gli occhi, fino a diventare un'ammasso di cartilagine rossa ed infiammata e nessuna crema idratante/lenitiva riuscirebbe a darmi sollievo.
in questi casi il mio nick di messenger diventa "Crystal morente di allergia" e mi sento morire un po' davvero.
immaginando una distesa immensa di cespugli di lavanda, che creano onde, che sembrano uno scampo di velluto a coste -color lavanda, appunto- visto con gli occhi di una formica.  – si, è il desktop di windows seven-
"Crystal morente di allergia" è un nick che appare spesso. Sono allergica a moltissime cose.
mi basta una macedonia per stirare le zampe, e dire ciaociaomondo.
e di recente, basta una fava-il legume, che ti credi!!-.

così pensavo…
in fondo immaginare, non comporta alcun rischio.
ed è per questo che alcuni si fingono chi non sono, vivono vite parallele dietro ad uno schermo del pc, dove tutto è protetto, riservato, e puoi inventare quello che ti pare ed essere chi vuoi essere, senza comprometterti.
in fondo è facile:
ti inventi il personaggio, i personaggi, crei un e-mail e il gioco è fatto.
sicuramente è meglio dei giochi in scatola -ma non meglio del Monopoli, chiaro!-.
E' un gioco che si può fare da soli o in coppia, è un modo per mostrarsi, un modo per sentirsi fiQui…
magari non con personaggi completamente inventati -che poi ci si distacca dalla realtà e poi non si trova la forza per entrare nelle proprie scarpe la mattina- ma orchestrando  verità omesse, dichiarando false prefenze e mostrando solo quello che si vuol far vedere perchè  "in linea con il personaggio".
la verità è figlia del tempo, e dopo poco si risulta soltanto ridicoli.

…e la mia lingua percepisce l'impellente esigenza di vibrare: PRRRRRRRRR!    

gioco di ruolo.
vite di ruolo.
nàh, che schifo.
le etichette lasciamole ai barattoli perfavore.
Ennò!  i fiQui sono quelli che adorano schiaffarsi in fronte delle belle etichette, magari con un codice a barre e la data di scadenza.
così se il personaggio scade -e io sento la puzza fin da qui- vi aprite un altro blog e si ricomincia.

nulla di male, nulla di dovuto, s'intende…!
che male c'è?
mah niente, è la mia sindrome premestruale che scrive.
Pardon, è la mia sindrome premestruale che ordina alle mie dita di scrivere, in barba alla pignoleria!
-è che mi sento un po' scema, invece che sparare minchiate a raffica, a preferire il silenzio…ma fossi stronza pure io?-
del resto questo blog, è fatto per i miei giri di parole, quei giri che nessuno vuole ascoltare perchè <&lt;..dici una cosa e nel frattempo ne hai pensate altre 199, e non ti si riesce a seguire…>&gt; ma che magari qualcuno vuole leggere.
Forse a leggerlo, quello che penso non risultà poi così insensato, o "inafferrabile&quot; oppure è peggio.(?)

fondamentalmente parlo a me stessa.

fondamentalmente volevo chiudere, un discorso aperto e mai chiuso, se non con infantilismo.
lo faccio generalizzando fino all'estremo, ipotizzando un' eventuale verità che mai riceverò in cambio.
ma se potessi scegliere preferirei un naso nuovo per annusare la lavanda senza mandare in choc le mie vie respiratorie.

e pensandoci bene…
io infatti, posso benissimo immaginare distese di lavanda, avere un desktop con una distesa di lavanda. indossare pantaloni di velluto a coste color lavanda,
ma non potrò mai sentirne il profumo.
chi vuol intendere…
…ha inteso bene!

Ex abundantia enim cordis os loquitur<–daccordissimo!

Il rifugio degli occhi

I venti che giocano nei gironi dell'inferno e che sollevano le vesti dei santi
non sanno quanti vetri rotti ho pianto,
e mi scompigliano i capelli distraendomi anche se dell'insostenibile tirannia della ragione non sanno.

mi sento un pallottoliere che segna.
che segna gli appuntamenti mancati, i desideri incompiuti, le speranze esaurite.
e così siamo a 1000.
1000 appuntamenti mancati.
non posso far alto che trovare un rifugio per gli occhi.
pienamente consapevole del fatto che non sarei dovuta essere qui.
cercando di capire come fa il mare a schiantarsi sugli scogli senza farsi male.
Dolore o non dolore lui inarrestabile si schianta, 
smussando gli scogli
aguzzi e aguzzando quelli smussati.
eh, se potessi cambiare anch'io le cose!

con la seria segretezza di chi non vuole cantare
la tua stimata collega,

Miss delusione.

Sposa Perfetta

se qualcuno ha qualcosa da dire, non lo faccia ora e taccia per sempre.
soffocate l'impellente esigenza di liberare il cervello, occultate tutto nel profondo.
Se parlate, salterà fuori il pensiero e allora ci saranno colpe da espiare.
Lasciate che l'idea marcisca.
che puzzi, come infondate calunnie, forse qualcuno allora ne sentirà il tanfo,
e se ne accorgerà.
La verità -e anche qualcos'altro- viene sempre a galla.
(probabilmente)

se la sofferenza potesse parlare…! quante cose direbbe?
ci direbbe di ogni piccolo male, o non se ne curerebbe a vantaggio del male maggiore?
oppure lagnosa e cantilenante amplificherebbe ogni minimo cruccio tramutandolo in un immenso calvario?
la tua sofferenza com'&egrave;?
prioritarià o vittimista?
somatizza?
somatizza, si.
le lacrime, le lacrime che ruolo hanno?
il Pianto emozionale:
il pianto per ricatto, il pianto disperato, il pianto soffocato, il pianto liberatorio, il pianto antico…
…anche noi abbiamo perso dalla nostra pianta l'estremo e unico fiore?
splendente è l'asfalto su cui cammino, impellente la mia esigenza di parlare.
E soffoco, mi manca l'aria!
ma preferisco soffocare, ho sempre odiato dover sprecare il tempo.
senza aver mai scelto prima come reagire veramente, libera di rimanere in silenzio.
Lasciando che tutto marcisca.
  Non ne voglio proprio sapere, tu sai qual'&egrave; la verità, tu pagherai le conseguenze delle tue immani cazzate.
così, una dietro l'altra, le vedrai per quello che sono e te ne vergognerai.
la bellezza di cui ti senti circondata, la delicatezza del tuo animo ben costruita, un bel rivestimento che non è nient'altro che una patina splendente.
laccando il tuo ego, pronunciando parole che non ti appartengono.
ma l'essenza, quella che conta, è un'altra.
è tutto diverso, e tu menti, lo neghi, pervasa dal tuo delirante fascino.

tu donna da sposare.
e il tuo velo sarà la vanità,
al posto dei fiori, stringerai in mano ricatti.
e sul tuo vestito, ricamerai ogni vizio.
 Con la fisima di essere pura, ti proporrai perfetta.

Una bella sposa perfetta
abile nel sindacare sull'operato altrui, abile a nascondere i propri torti.
una sola parola echeggia nell'aria:
Fottiti.

 
…e tutto questo scaturisce dalla paura di rovinare le cose, dal desiderio di evitare che tutto si schianti velocemente, evitanto che si consumi senza aver pregustato prima la mia vendetta.
questo mi chiedevo mentre ieri mi si conficcava sotto l'unghia un pezzo del carrello metallico che ci fa aprire i cassetti. (con una forza pari a quella che si usa quando hai fretta di frugare negli sportelli perchè ti si brucia la cena) e adesso, picchettando sulla tastiera, a  continua memoria, fa male, e mi ricorda che una volta ho provato più male.

Le Tessitrici

…e crederti adesso non è più possibile.

nella stanza da sola, tu sai quanto è vera la tua pelle.
non vale niente, niente, niente.

Le Tessitrici…
tessono inganni, supplizi, danni.
intrecciano nelle loro menti trame intricatissime con filamenti d' invidia  e con ferri forgiati dall'odio.
…con l'eterna voglia di primeggiare, al primo accenno di inferiorità sminuiscono con crudele sapienza  quanto vi è di più caro per colei che le ha fatte sentire tanto inferiori.
secoli di sottomissione e di inaneguatezza ci hanno portato a perdere la genuinità consentendoci di sviluppare
una strana consapevolezza, una maligna capacità di sopravvivenza.
ma non si è capaci di sopravivvere ai propri difetti.

capite.
capite mie care Tessitrici,
che mortificare gli altri mentendo a voi stesse, non vi allungherà le gambe, non vi darà una folta chioma, delle ciglia lunghe e delle tette enormi.
il culo basso, non ve lo alza nessuno.
capite.
  Io all'amicizia ci credo, ci credo fermamente.
se mi dici una cosa e sei mia amica io ti credo.

tessendo un mendacio da farmi indossare per sentirvi più belle.
…ma spesso mia cara Tessitrice, dici delle cose senza senso, dove lasci trasparire quanta poca obiettività possiedi.
ed ecco che…
…un vestito mi sta male solo perchè sta male a te.
…è un problema se indosso sempre la gonna? perchè?
a quanti perchè non hai saputo rispondermi?

un elenco infinito di episodi, almanacco di battute esilaranti che sottolineano l'assurdo.
contare fino a dieci oggi non basta, ho perso la pazienza.
Tessitrici, abili nel criticare aspramente senza ritegno alcuno  qualcosa che nel segreto del vostro animo bramate, strappatevi gli occhi, non mi dovete più vedere, il vostro parere dato via senza che possediate capacità di analisi alcuna non è gradito.
e io…che credevo…che me ne convincevo…persuasa.

a volte penso che la convinzione sia davvero qualcosa da far curare, credo che possa essere definita alterazione della realtà oggettiva.
…è più facile svalutare gli altri che lavorare per valorizzare se stessi, mh?

tutte le donne sono potenzialmente delle tessitrici…
io ho deciso che sciopero.
lavorerò sull'autarchia.

avrei altro da dire, ma sono arrabbiata.

…cara…! so che leggerai,
e me ne compiaccio.

Violenza da sonno

…e ho sognato ardentemente di essere me stessa un po’ di più.

Penso certe volte di essere stupida-solo certe volte, vero?-
mi causo dei problemi da sola che non hanno alcun senso.
stasera,
senza motivo,
senza ragione,
senza alcun atto di volontà da parte mia, il mio orologio biologico ha deciso di regolarizzarsi da solo! -perchèc’horottolescatole, lo so.-
così, improvvisamente ho cenato alle 21:00
e improvvisamente alle 00:00 ero a letto
e alle 00:01 dormivo già come uno scimpanzè famoso sfruttato dalla casa di produzione cinematografica a sangue.
Un gran passo, davvero un gran passo!
colei che pranza all’ 1:00 am  e che alle 13:00 am fa colazione e che la cena non sapeva se esistesse davvero oppure no, ha ripreso a vivere ad orari da essere umano!
EVOLUZIONE:
da pipistrello a bertuccia ammaestrata, se mi impegno l’anno prossimo,  riuscirò a fare tutto quello che sapeva fare lessie.
essendo stupida…
…ergo, diffidente e scassaballe, tutto ciò non poteva avere di certo un lieto fine.

….mi svegliai approssimativamente alle 3:04 del mattino feci capolino da sotto il piumone blu morbidossissimo che mi ha mandato nonna -bellalanonna!!-
e guardai nel buio: NIENTE.
nienteeh? come NIENTE???
Io ho sempre avuto il sonno disturbato sin da bambina, non vedere nulla in quel buio mi ha turbata.
Le ombre, le persone sedute e tutte le varie cazzate, stanotte non c’erano.
Ricaccio la testa sotto le coperte pensando di dover immaginare qualcosa, mi dico però che per una sera potrei anche dormire tranquilla e che le mie psicosi torneranno dalle maldive domani o al massimo la prossima settimana, me ne convinco e chiudo gli occhi.
Ma ecco che la mia mente dispettosa decide di regalarmi quest’immagine sensualissima di vecchia vestida di nero eccessivamente rugosa, che somiglia alla cugina del nonno -ovvero che da giovane doveva essere una gran gnocca ma che adesso non te lo immagineresti mai e quindi li credi sulla parola- che beve un bicchiere d’acqua, uno di quelli grandi lunghi e trasparenti, ficcandoci tutte le labbra e raccogliendo l’acqua con la lingua a cucchiaino e muovendola ritmicamente, emettendo quei rumori di risucchio, così eleganti e sonoramente rincuoranti.
strizzo gli occhi, sarà che ho sete e voglio farmela passare per pigrizia.
Li riapro e mi stendo dinuovo cercando di non contrarre tutto il corpo, ed ecco che la mia mente dispettosa ha deciso che devo avere pure paura stanotte!
mi immagino la suddetta vecchia, ingobbita, stare ferma nell’angolo della cucina di casa mia, accanto al lavabo, che tiene le mani su, come fossero zampe di un cane ammaestrato e che al mio movimento, rimanendo ferma in quella posizione schiude appena le labbra emettendo l’ennesimo suono con la bocca impastata di saliva e mostrando dei denti aguzzi, gli occhi vispi, lucidi, di colore nocciola, senza pupille ma con ancora la cornea. 
Quello Scatto…lo scatto accompagnato dal suono che mi mostra quella bocca piena di denti a punta..li immagino ledere la carne, reciderla, la immagino zampettare con l’affaticamento della senilità, con le sue scarpe nere ortopediche e i gambaletti color carne, inseguirmi zampettando perchè mi vuole mangiare, con le mani su come fosse un cane che si alza su due zampe e il passo penosamente fiacco ma che so riuscirebbe a raggiungermi.
Me la immagino lì, ferma ad aspettare che io esca dalla stanza percorra pochi passi per arrivare a quel maledetto cucinino della mia casa studenti, pronta a schiudere leggeremente la bocca emettendo quel suono viscido a scatto e mostrando quei fottuti denti aguzzi!
ed ecco che devo fare pipì…
…la cucina non ha porte, è uno spazio aperto,invece il bagno ha una bella porta ma si affaccia proprio sulla cucina,  che diamine!
mi dico, ok me la tengo fino a che giulia-la mia amica che vive con me- non si sveglia.
si, certo, riuscirò a trattenere quest’impellente esigenza fino alle nove del mattino…che sarà mai?! tanto sono le tre e mezza! suvvia. solo 7 ore!!
quando ancora il vaso da notte non era stato inventato come facevano?
non lo so, ma presto me ne procuro uno anche io.
e così esco nel buio accendo al volo l’interrutore e corro in bagno, la pipì più veloce della mia vita.
dinuovo mi immagino lei.
Mi immagino di vederla non appena apro la porta, con le solite zampacce ossute, l’artrite, l’anello d’oro di famiglia con l’acquamarina al centro che non si toglie più perchè ha le dita troppo gonfie, messa in posizione da fido su due zampe.
Lei, rimanendo immobile con uno scatto schiude quelle fottute labbra quel poco che basta per mostrarmi i denti aguzzi emettendo  quel suono con la bocca impastata di saliva.
La porta del bagno è a vetri così posso controllare, non la vedo ma potrebbe essere un trucco.
La apro di scatto, spengo la luce e mi ficco in camera desiderando ardentemente di aver avuto una chiave per la porta di camera mia.

Paturnie, Paturnie…
tutto ciò è successo davvero,
e ora ho perso il sonno,
tutti quei rumori di casa che solitamente sento la notte
e che si sentono in tutte le case adesso non mi sembrano affatto casuali. Ma domani mattina sarà tutto passato.
Paturnie, Parturnie…
sono qui, sotto al piumone blu notte di nonna, che scrivo su splinder della mia vecchia immaginaria.
non era un sogno, l’ho immaginata!
mi capitano spesso questo genere di cose,
e adesso leggendovi nel pensiero vi dirò:
si, sono stata a farmi curare ma mi hanno detto che non c’è nulla da curare.
alle elementari ero solita influenzare tutti gli altri bambini che giocavano con me, spaventandoli o facendogli vivere un esperienza magica a seconda dell’umore, durante l’intervallo.
ho solo una fervida immaginazione, e di notte quando il mondo sprofonda nel sonno, assecondo le mie visioni per gioco senza deciderlo davvero, quasi incosciamente.
Mio malgrado, certe volte spavento pure me stessa davvero.
tutto ciò mi sarà utile in un film, ne sono certa.

in questo momento sono qui, aspettando davvero che Giulia si svegli.

quanto scritto questa notte non è frutto di un attenta riflessione, è scritto di getto, tutto d’un fiato. Ho colto il mio momento e l’ho trascritto qui istantaneamente. Se non somiglia agli altri scritti è perchè io ho un modo di scrivere per ogni stato emotivo.

 

Rosie

Ha imparato a stare in silenzio,

sopratutto dopo.

ha imparato ad aspettarlo per ore stordita dall'alcol e dal vociare degli altri clienti del ristorante, per un suo <&lt;stasera ci vediamo>&gt;.

imbarazzata dal conto –come, solo alcol in questo bel ristorante?-

indispettita dalla musica.

 Ha imparato a non arrabbiarsi.

 il giorno dopo, a lavoro come sempre,

con il sorriso ben cucito sul viso e conficcati in testa gli spilli della sbornia e della vergogna.

ha imparato che a lui non si rinfaccia niente, che non è suo e che se vuole giocare deve aspettare il suo turno,

ma il suo turno non arriva mai.

 

Sorridi del suo fare recidivo alzando le spalle.

  Così, brava e zitta fai il lavoro per lui e forse in settimana ti getterà un osso.

Respiro.

Ma fallo bene.

Il lavoro è un bell’ambiente, si conoscono tutti da anni e si sta bene.

Un’ ambiente amichevole, persone con il quale si può conversare.

Respiro.

Sei tu che con il tuo fare evasivo, la tua lentezza e la tua concentrazione, guasti tutto.

  Quando voli di qua e di là, sbrigando tutto con estrema efficienza,

 perch&egrave; lui ti vuole efficiente in tutto.

E tu sputeresti sangue piuttosto che non essere come lui ti vuole.

gli altri si sentono messi in ombra,

e si vendicano come possono.

Cammini a passo veloce per i corridoi, bussi alle porte, e discuti sul da farsi, senza fermarti.

Senti una voce, fastidiosa e familiare, lei.

Lei che è arrivata con l’ultimo treno  quando tu eri in coda da tempo annoverabile, 

e che ha arraffato tutto ciò che avevi di più caro, lo ha etichettato con il suo nome, e adesso ne fa bella mostra a tutti precisando che è suo.

Fa male.

 E lui questo lo sa, lo sapete solo tu e lui.

Ma non c’&egrave; l’hai con lei, nemmeno sa che esisti.

 lei così bella, che ti osserva dalla vertigine dei suo tacchi e da dentro quel vestito aderente

con gli occhi dipinti a regola d’arte e la camminata felpata.

Che scuote la testa a vedere che razza di obbrobriosa creatura è l’assistente del suo adorato principe dall’armatura sgargiante.

È inutile, non puoi competere.

Cosa nasconde il principe sotto l’armatura però lo sai solo tu.

Fango e melma ti rispondi, fango nero.

In fondo lo sai che non sei una bellezza, che in quell’ambiente, dove ti passano accanto modelle, attrici, ballerine Statuarie e brillanti, tu sembri ancora più fuori posto.

Eppure gli piaci tu, anche se preferisce mostrarsi con quel manichino di donna dalla mise perfetta e dall’ego eccessivamente rigonfio più del suo seno, sai che la sera lui vorrebbe tornare da te.

Te lo ha confessato tremante.

Ma l’apparenza è fondamentale, necessaria, sugli occhi di tutti. E se a quegli occhi la vista non garba ecco che si riempiono pagine, siti, giornali e programmi televisivi.

Tutto nuoce al suo lavoro, al vostro lavoro.

No, non è vero, nuoce più al suo orgoglio. Il suo orgoglio evidentemente è più importante dell’amore che prova per te.

 

 

Non riuscirebbe a spiegare agli amici perché preferisce te alle  dive del jet set più sfavillanti che vere,

 nemmeno ci prova, e tu piangi.

Guardi l’ora, si è fatto tardi, vuoi mangiare qualcosa. Ti guardi intorno, è lui che cerca il tuo sguardo

Alzi la testa e gli parli <&lt;pranzato bene?>&gt; lui ti guarda ancora,

oggi è di buon umore, meglio.

<&lt;no, a dire il vero non ho ancora pranzato, e tu?>&gt;

 Sospiro <&lt;neanche io.>&gt; comincia a camminare senza girarsi e lo vedi scomparire pian piano dalle scale.

Non ti ha chiesto di venire con lui.

Se avesse voluto saresti già stata con lui.

Hai pensato bene a cosa  dirgli quando stasera verrà.

è inutile struggersi mia cara, non cambierà.

si, anche se verrà, e sarà l'uomo più dolce del mondo,

 si mostrerà a te come tutti credono che sia, riuscirà ad ingannarti come inganna tutti gli altri,

tu sai cosa fare.

Fuggi.

fuggi da quello che provi per lui.

Che sia odio, amore, compassione, disprezzo, orgoglio, risentimento.

dipingi, dipingi le pareti della tua mente, copri tutto ciò che ha scritto e respira aria pulita.

 

 

 

Tu che vivi il supplizio di tantalo,

 Chiudi gli occhi e non ci pensare

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seconda versione 

l’infelicità che traspare sotto ai vestiti.

Vedete,
vedete come a volte la vita può sembrare strana, la tua vita strana ai tuoi occhi.
Così strana che ti sembra di osservarla sul palmo della mano.

Evidentemente io non ho capito un cazzo.
Devo essere: paziente, sincera, fedele, dolce, brillante, sorridente, allegra, posata, elegante.
-sono davvero così? diamine, devo assolutamente congratularmi con me!-
davvero tante virtù, eh si!
ma questo non varrà un cazzo di niente lo stesso!-uh, che eleganza!-
Penso sempre che quando parlo sono buffa,
che quello che dico non interessa.
Penso spesso che le cose che dico non piacciano.
Parlo troppo, e chi parla troppo non va bene come Fidanzata.
Parlo poco, e chi parla poco è Frigida.
Sono esplicita, e chi è esplicita è una Puttana.
E così mi fermo a riflettere, e mi balena in mente che forse quello che credevo di avere non esiste, e quello che ho è un bel niente.

mi gridi parole che sai importanti con ambiguità, tanto che non se ne capisce il valore. Un oro che non luccica, perchè non è esposto alla luce del sole.
e mi sento un po’ così:

 volevo essere bella ,
ma mi hanno sciolto il trucco.
volevo essere alta,
ma mi hanno tolto i tacchi.
volevo mettermi un bel vestito per farmi ammirare da te,
un vestito trasparente, dressdream
non quel trasparente che svela a tocchi la forma del mio corpo, una trasparenza celebrale,
che ti mostri come sono dentro, come mi sento.
ma a te non importa un bel niente, e non ti accorgerai mai di quello che traspare sotto ai vestiti.

con quel freddo che mi mette i brividi addosso, e quel calore che tieni per te.