seicentocinquanta muscoli per ingannare.

Ed ecco che la Solitudine s’è fatta grande e te la ritrovi ai piedi del letto la Domenica mattina;
vuole che la porti con te al parco e al supermercato,
e poi  Lunedì a lavoro.

ti ha chiesto di stare da sola con lei anche in mezzo a mille persone che ti sorridono, di portarla con te in vacanza, a casa della nonna e dal parrucchiere. 

E tu le hai sciolto il guinzaglio,
te lo sei messa al suo posto e ti va anche bene.
adesso è lei che ti trascina, che decide con chi devi stare.
”stare” perché tanto lei ti si piazza davanti e fa muro per isolarti dagli altri.
la ringrazi per tutte le premure, e nel tempo libero le chiedi di insegnarti ad indossare le facce migliori per rendere invisibile questo muro a chi ti vuole bene.
 E così ammaestri quei venti muscoli che ti servono per sorridere e loro si muovono a comando anche senza motivo…
 … sempre senza motivo.

e adesso ce l’avete fatta complimenti!
tu e la solitudine avete preso tutti per i culo.
Siete riuscite ad ergere il tuo muro del pianto; con tante lacrime sommesse, seicentocinquanta muscoli facciali e la scusa degli occhi lucidi per l’allergia.


non prendete alla leggera la decisione di ergere il vostro muro del pianto,
è molta la malta da impastare per opere monumentali come questa.

Nessuno mai, Nessuna mai.

è solo il ricordo di una cosa brutta,
che è successa e adesso esiste quasi più.

Improvvisamente ho realizzato:
è che m’è passata la voglia.
 Sarà che sto battendo i piedi contro il pavimento da una vita, con il vestitino rosa con il tulle morbido cucito sull’orlo, le mie scarpette smaltate e i calzini bianchi con il risvolto di pizzo.
Batto i piedi e dico: ”NONONONO!! non è così che deve andare, niente sta andando come dico io! tutto deve proseguire secondo i miei piani…gnègnègnègnègnè!”  lo dico ad una sedia vuota; dall’altezza del mio metro e cinquantasei, e mi lamento di quanto le cose non vadano come devono andare, di quanto nella mia vita io non abbia potuto decidere nulla, che non è vero che esiste il libero arbitrio e della forza catastrofica di certi eventi che non possiamo evitare.
mi sento una medusa.
 una medusa nel mare,
 in mezzo a mille altre specie marine,
 lei si lascia trasportare dai flutti.
 sono stanca.
 e mi addormenterò in pace, anche senza le cose che mi mancano, non desidererò nessun abbraccio e non manderò un bacio a Nessuno.
L’aria è straziante perché é quella di un congedo.


Ulisse è diventato Nessuno, e Nessuno se ne accorgerà.

Congetture

La pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla schiena.

ma non vorrei che si fosse sbagliata, non vorrei che non avesse ben capito la situazione.
Quelle ali meravigliose sono solo dipinte, non possono volare.
 E se c’è un momento per piangere,  quel momento è questo.

l’amore non c’è.
Come la gioia, si è sciolto nel dolore. 
Come la salute, si è sciolta nella malattia.
non come la morte però, quella separa tutte le cose.

alla ricerca di un perché.

autocoscienza

Cosa dareste per riuscire ad ottenere quello che più desirate al mondo? 

 il dito, la mano
il braccio?

quando ci penso sorrido ritirando un poco la mano come a volermi proteggere da me stessa e da quanto sarei disposta a sacrificare.

 tutti abbiamo un limite, ma io il mio non lo conosco.


quello che un tempo era un sentimento grande adesso non è niente.
Penelope non lo sapeva e continuava ad aspettare…

Niente Sotto Controllo

…e gli occhi lo sanno di cosa parlo.
gli occhi che possono solo osservare.
Che cercano disperatamente di comunicare con braccia e gambe per farle passare all'azione,
ma che possono solo serrare le palpebre per
non vedere.

il controllo di un cazzo di niente.
vedere per credere, selezionare per leggere.

e tanto adesso chi ti raggiunge più.

EVIDENZE

 in(con) certi casi(umani), tirarsela è l’unica via d’uscita.

contesusplinder_censured

il prossimo che mi fa questa domanda,sarebbe l’ottantesimo, lo invito a cena.
lo giuro.
E gli offro una bella spaghettata di affari suoi.
oppure, lo ignoro, meglio non incontrare la gentaccia conosciuta su internet.
(carini i cuori deformi, nevvero?)

I Fichi

immagino campi.
immense distese di lavanda.
e poi rido….mphf, ihihihihiahahahhehehehehhoohohoh.
se fossi davvero in un campo di lavanda comincerei a starnutire e gli occhi mi si gonfierebbero e non la smetterei più di soffiarmi il naso e di asciugarmi gli occhi, fino a diventare un'ammasso di cartilagine rossa ed infiammata e nessuna crema idratante/lenitiva riuscirebbe a darmi sollievo.
in questi casi il mio nick di messenger diventa "Crystal morente di allergia" e mi sento morire un po' davvero.
immaginando una distesa immensa di cespugli di lavanda, che creano onde, che sembrano uno scampo di velluto a coste -color lavanda, appunto- visto con gli occhi di una formica.  – si, è il desktop di windows seven-
"Crystal morente di allergia" è un nick che appare spesso. Sono allergica a moltissime cose.
mi basta una macedonia per stirare le zampe, e dire ciaociaomondo.
e di recente, basta una fava-il legume, che ti credi!!-.

così pensavo…
in fondo immaginare, non comporta alcun rischio.
ed è per questo che alcuni si fingono chi non sono, vivono vite parallele dietro ad uno schermo del pc, dove tutto è protetto, riservato, e puoi inventare quello che ti pare ed essere chi vuoi essere, senza comprometterti.
in fondo è facile:
ti inventi il personaggio, i personaggi, crei un e-mail e il gioco è fatto.
sicuramente è meglio dei giochi in scatola -ma non meglio del Monopoli, chiaro!-.
E' un gioco che si può fare da soli o in coppia, è un modo per mostrarsi, un modo per sentirsi fiQui…
magari non con personaggi completamente inventati -che poi ci si distacca dalla realtà e poi non si trova la forza per entrare nelle proprie scarpe la mattina- ma orchestrando  verità omesse, dichiarando false prefenze e mostrando solo quello che si vuol far vedere perchè  "in linea con il personaggio".
la verità è figlia del tempo, e dopo poco si risulta soltanto ridicoli.

…e la mia lingua percepisce l'impellente esigenza di vibrare: PRRRRRRRRR!    

gioco di ruolo.
vite di ruolo.
nàh, che schifo.
le etichette lasciamole ai barattoli perfavore.
Ennò!  i fiQui sono quelli che adorano schiaffarsi in fronte delle belle etichette, magari con un codice a barre e la data di scadenza.
così se il personaggio scade -e io sento la puzza fin da qui- vi aprite un altro blog e si ricomincia.

nulla di male, nulla di dovuto, s'intende…!
che male c'è?
mah niente, è la mia sindrome premestruale che scrive.
Pardon, è la mia sindrome premestruale che ordina alle mie dita di scrivere, in barba alla pignoleria!
-è che mi sento un po' scema, invece che sparare minchiate a raffica, a preferire il silenzio…ma fossi stronza pure io?-
del resto questo blog, è fatto per i miei giri di parole, quei giri che nessuno vuole ascoltare perchè <&lt;..dici una cosa e nel frattempo ne hai pensate altre 199, e non ti si riesce a seguire…>&gt; ma che magari qualcuno vuole leggere.
Forse a leggerlo, quello che penso non risultà poi così insensato, o "inafferrabile&quot; oppure è peggio.(?)

fondamentalmente parlo a me stessa.

fondamentalmente volevo chiudere, un discorso aperto e mai chiuso, se non con infantilismo.
lo faccio generalizzando fino all'estremo, ipotizzando un' eventuale verità che mai riceverò in cambio.
ma se potessi scegliere preferirei un naso nuovo per annusare la lavanda senza mandare in choc le mie vie respiratorie.

e pensandoci bene…
io infatti, posso benissimo immaginare distese di lavanda, avere un desktop con una distesa di lavanda. indossare pantaloni di velluto a coste color lavanda,
ma non potrò mai sentirne il profumo.
chi vuol intendere…
…ha inteso bene!

Ex abundantia enim cordis os loquitur<–daccordissimo!

Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese

…E vorrei, in una notte che non accadrà mai, passare dal solco che unisce la terra con il mare.

quel solco invisibile che da sempre collega il cervello con il cuore.

 

Come sempre,spintonata dalla folla.

Immaginando distese di prati armati, con fiori soldati

a combattere con il vento.

i fiori non hanno nipoti.

 

ma io non sono un fiore,

e mi immaginavo già vecchia, perchè qui sempre di immaginazione si parla,

yeah.

pensavo a me, che mi conto le rughe, che rimpiango gli anni passati e che sto' con un uomo più giovane.

e già tremo.

mi domando se prenderò marito-in verità, se qualcuno mi prenderà mai-

dando per scontato che arriverò alla vecchiaia unicamente perchè sono prudente e da domani mi rinchiuderò in una camera iperbarica per il resto della mia stagionatura, così per essere sicura di assistere alla messa in scena della mia predizione.

e adesso mi vedo, mi vedo con le mie 1000 creme antirughe e i miei rituali serali di bellezza.

chissà quante scarpe avrò da vecchia.

sarò lì ad imbellettarmi così come quando avevo 20 anni, con la sensazione di aver già vissuto questo momento, mentre in realtà era solo la mia immaginazione.

mi conosco bene io, so come spaventarmi.

 

 

non riesco a sentirmi.

sarà il blog, che non è più mio.

 

(mi scuso con la creatrice del layout attuale, ne approfitto per ringraziarla e rimpiango il mio vecchio template unicamente perchè sono una sporca abitudinaria. sissì lo so, ho rotto.)

Quando voglio bene a Qualcuno

che strano.
mi sono accorta di una cosa, quando voglio bene io realizzo, quando mi affeziono,
quando sento che quella persona ha preso definitivamente posto a sedere,
ne immagino sempre il cuore.

C U O R E
Quella pera capovolta, sempre grande quanto il tuo pugno, rivestista di muscolo, completa di vasi sanguigni  e ventricoli.
Proprio lì-protetta dalla gabbia toracica- palpitante e sanguinante
la vedo pulsare, battere.
e allora so che quella persona è viva, esiste davvero e so che l'Amo.

il tuo l'ho immaginato, stanotte.

Il rifugio degli occhi

I venti che giocano nei gironi dell'inferno e che sollevano le vesti dei santi
non sanno quanti vetri rotti ho pianto,
e mi scompigliano i capelli distraendomi anche se dell'insostenibile tirannia della ragione non sanno.

mi sento un pallottoliere che segna.
che segna gli appuntamenti mancati, i desideri incompiuti, le speranze esaurite.
e così siamo a 1000.
1000 appuntamenti mancati.
non posso far alto che trovare un rifugio per gli occhi.
pienamente consapevole del fatto che non sarei dovuta essere qui.
cercando di capire come fa il mare a schiantarsi sugli scogli senza farsi male.
Dolore o non dolore lui inarrestabile si schianta, 
smussando gli scogli
aguzzi e aguzzando quelli smussati.
eh, se potessi cambiare anch'io le cose!

con la seria segretezza di chi non vuole cantare
la tua stimata collega,

Miss delusione.