Violenza da sonno

…e ho sognato ardentemente di essere me stessa un po’ di più.

Penso certe volte di essere stupida-solo certe volte, vero?-
mi causo dei problemi da sola che non hanno alcun senso.
stasera,
senza motivo,
senza ragione,
senza alcun atto di volontà da parte mia, il mio orologio biologico ha deciso di regolarizzarsi da solo! -perchèc’horottolescatole, lo so.-
così, improvvisamente ho cenato alle 21:00
e improvvisamente alle 00:00 ero a letto
e alle 00:01 dormivo già come uno scimpanzè famoso sfruttato dalla casa di produzione cinematografica a sangue.
Un gran passo, davvero un gran passo!
colei che pranza all’ 1:00 am  e che alle 13:00 am fa colazione e che la cena non sapeva se esistesse davvero oppure no, ha ripreso a vivere ad orari da essere umano!
EVOLUZIONE:
da pipistrello a bertuccia ammaestrata, se mi impegno l’anno prossimo,  riuscirò a fare tutto quello che sapeva fare lessie.
essendo stupida…
…ergo, diffidente e scassaballe, tutto ciò non poteva avere di certo un lieto fine.

….mi svegliai approssimativamente alle 3:04 del mattino feci capolino da sotto il piumone blu morbidossissimo che mi ha mandato nonna -bellalanonna!!-
e guardai nel buio: NIENTE.
nienteeh? come NIENTE???
Io ho sempre avuto il sonno disturbato sin da bambina, non vedere nulla in quel buio mi ha turbata.
Le ombre, le persone sedute e tutte le varie cazzate, stanotte non c’erano.
Ricaccio la testa sotto le coperte pensando di dover immaginare qualcosa, mi dico però che per una sera potrei anche dormire tranquilla e che le mie psicosi torneranno dalle maldive domani o al massimo la prossima settimana, me ne convinco e chiudo gli occhi.
Ma ecco che la mia mente dispettosa decide di regalarmi quest’immagine sensualissima di vecchia vestida di nero eccessivamente rugosa, che somiglia alla cugina del nonno -ovvero che da giovane doveva essere una gran gnocca ma che adesso non te lo immagineresti mai e quindi li credi sulla parola- che beve un bicchiere d’acqua, uno di quelli grandi lunghi e trasparenti, ficcandoci tutte le labbra e raccogliendo l’acqua con la lingua a cucchiaino e muovendola ritmicamente, emettendo quei rumori di risucchio, così eleganti e sonoramente rincuoranti.
strizzo gli occhi, sarà che ho sete e voglio farmela passare per pigrizia.
Li riapro e mi stendo dinuovo cercando di non contrarre tutto il corpo, ed ecco che la mia mente dispettosa ha deciso che devo avere pure paura stanotte!
mi immagino la suddetta vecchia, ingobbita, stare ferma nell’angolo della cucina di casa mia, accanto al lavabo, che tiene le mani su, come fossero zampe di un cane ammaestrato e che al mio movimento, rimanendo ferma in quella posizione schiude appena le labbra emettendo l’ennesimo suono con la bocca impastata di saliva e mostrando dei denti aguzzi, gli occhi vispi, lucidi, di colore nocciola, senza pupille ma con ancora la cornea. 
Quello Scatto…lo scatto accompagnato dal suono che mi mostra quella bocca piena di denti a punta..li immagino ledere la carne, reciderla, la immagino zampettare con l’affaticamento della senilità, con le sue scarpe nere ortopediche e i gambaletti color carne, inseguirmi zampettando perchè mi vuole mangiare, con le mani su come fosse un cane che si alza su due zampe e il passo penosamente fiacco ma che so riuscirebbe a raggiungermi.
Me la immagino lì, ferma ad aspettare che io esca dalla stanza percorra pochi passi per arrivare a quel maledetto cucinino della mia casa studenti, pronta a schiudere leggeremente la bocca emettendo quel suono viscido a scatto e mostrando quei fottuti denti aguzzi!
ed ecco che devo fare pipì…
…la cucina non ha porte, è uno spazio aperto,invece il bagno ha una bella porta ma si affaccia proprio sulla cucina,  che diamine!
mi dico, ok me la tengo fino a che giulia-la mia amica che vive con me- non si sveglia.
si, certo, riuscirò a trattenere quest’impellente esigenza fino alle nove del mattino…che sarà mai?! tanto sono le tre e mezza! suvvia. solo 7 ore!!
quando ancora il vaso da notte non era stato inventato come facevano?
non lo so, ma presto me ne procuro uno anche io.
e così esco nel buio accendo al volo l’interrutore e corro in bagno, la pipì più veloce della mia vita.
dinuovo mi immagino lei.
Mi immagino di vederla non appena apro la porta, con le solite zampacce ossute, l’artrite, l’anello d’oro di famiglia con l’acquamarina al centro che non si toglie più perchè ha le dita troppo gonfie, messa in posizione da fido su due zampe.
Lei, rimanendo immobile con uno scatto schiude quelle fottute labbra quel poco che basta per mostrarmi i denti aguzzi emettendo  quel suono con la bocca impastata di saliva.
La porta del bagno è a vetri così posso controllare, non la vedo ma potrebbe essere un trucco.
La apro di scatto, spengo la luce e mi ficco in camera desiderando ardentemente di aver avuto una chiave per la porta di camera mia.

Paturnie, Paturnie…
tutto ciò è successo davvero,
e ora ho perso il sonno,
tutti quei rumori di casa che solitamente sento la notte
e che si sentono in tutte le case adesso non mi sembrano affatto casuali. Ma domani mattina sarà tutto passato.
Paturnie, Parturnie…
sono qui, sotto al piumone blu notte di nonna, che scrivo su splinder della mia vecchia immaginaria.
non era un sogno, l’ho immaginata!
mi capitano spesso questo genere di cose,
e adesso leggendovi nel pensiero vi dirò:
si, sono stata a farmi curare ma mi hanno detto che non c’è nulla da curare.
alle elementari ero solita influenzare tutti gli altri bambini che giocavano con me, spaventandoli o facendogli vivere un esperienza magica a seconda dell’umore, durante l’intervallo.
ho solo una fervida immaginazione, e di notte quando il mondo sprofonda nel sonno, assecondo le mie visioni per gioco senza deciderlo davvero, quasi incosciamente.
Mio malgrado, certe volte spavento pure me stessa davvero.
tutto ciò mi sarà utile in un film, ne sono certa.

in questo momento sono qui, aspettando davvero che Giulia si svegli.

quanto scritto questa notte non è frutto di un attenta riflessione, è scritto di getto, tutto d’un fiato. Ho colto il mio momento e l’ho trascritto qui istantaneamente. Se non somiglia agli altri scritti è perchè io ho un modo di scrivere per ogni stato emotivo.

 

Il contrario di solitudine

 

Oggi vorrei che fosse il giorno dei contrari.

Mi sono gettata in mare come era giusto che fosse. Almeno, così pensavo all’inizio. L’acqua non l’ho nemmeno toccata, a dir il vero.
Dopo i primi metri di caduta tutto è diventato nero. Poi i ricordi mi hanno assalita. Anche quelli non miei,
ma se davvero sono la luna, non ha senso che mi affoghi nel mare. Baciare il cielo ha molto più senso.
 
è un periodo strano, devo cambiare così tante cose, che sono sono sicura che alla fine mi chiederò: <&lt;ma sono davvero io??>&gt;
la mia vita prende una strana piega, si arricciano i capelli, si gonfiano le labbra, mi annodo i pensieri al dito.
 E improvvisamente, non vivo più qui, e qui sono solo di passaggio, e là dove devo abitare non voglio starci. E incostantemente, mi ami ancora.
Maestra del mio turbamento.
io, che sono il giorno che ingoia la notte e la notte che vomita il giorno.
così mi sorprendo a danzare sommessamente insieme alle mie paranoie, di nascosto.
io, la migliore illusionista di me stessa.
così mi sorprendo ad innalzare barriere inespugnabili, persino per Te.
io, che amo quando il telefono squilla e sul display compare "Lo Stronzo".
tante volte ti ho cambiato vestito, scritta lampeggiante nella mia rubrica telefonica virtuale.
gesto liberatorio, che mi fa credere di averti anche solo un po’.
…la verità è che mi volevi subito lì da te.
ho fatto tardi, perdonami!

…chi vivrà vedrà, forse non tutto è perduto.

e anche oggi qui, ho riversato la mia malinconia.

 

 

 

 

Quasi subito

Sapevo bene che quando mi avrebbero trovato, avrei avuto la faccia viola, la bocca spalancata e gli occhi schizzati fuori dalle orbite.
Impiccandomi però, avrei perso conoscenza e in men che non si dica, placato quella sensazione-chenonsaidirmicosè – causata dal vuoto -chenonsaicosasia-.
Si muore per asfissia quasisubito.
Così come la mia testa avrebbe riempito il cappio, la mia morte avrebbe colmato il vuoto della vita che non vivevo.
Paradossale, eppure così rasserenante.
Il mio male radicato dentro era il nulla.

Ora non restava che pianificare.
L’architrave dell’ingresso avrebbe fatto al caso mio, solo che non avevo abbastanza corda…
… così uscii di casa, camminai fissando quelle scarpe lucide e mi chiesi perché mi fossi premurato tanto per pulirle visto che non mi sarebbero servite più ad un cazzo!
Soffrii molto, sentii che mi mancava il respiro, ma era solo una sensazione.
Magari, Cristo! Magari fosse vero!
Cercai un posto dove comprare la corda per farla finita con questo niente, ma era tardi, non trovai nessuno che si rendesse complice della mia volontà se non me stesso.
me stesso e…
… e…
gli alberi!
Passai per il parco.
Era vuoto e desolato come il mio corpo: cuore, reni, fegato…
… accozzaglia di inanimati esseri che lottavano contro di me e contro una buona e giusta fine.
I giardinieri disordinati sono una fortuna, davvero.
Fu semplice per me trovare la scala e la corda che mi avvicinarono sempre più alla tanto agognata morte.
Peccato che quel quasisubito non sia stato proprio subito, ed ebbi il tempo di pensare che forse non era proprio il nulla.
Ma Pazienza.
Ora c’è silenzio, placata l’agonia.
O forse è solo soffocata dal cigolio del mio corpo che dondoladondola appeso dalla mia voglia di essere libero?

Occorrente:
1 giardiniere disordinato
1 albero
1 corda
1 dose massiccia di inquietudine

Pubblicato da &nbsp; ♦ Me &diams; su  Daily Suicides

 

l’infelicità che traspare sotto ai vestiti.

Vedete,
vedete come a volte la vita può sembrare strana, la tua vita strana ai tuoi occhi.
Così strana che ti sembra di osservarla sul palmo della mano.

Evidentemente io non ho capito un cazzo.
Devo essere: paziente, sincera, fedele, dolce, brillante, sorridente, allegra, posata, elegante.
-sono davvero così? diamine, devo assolutamente congratularmi con me!-
davvero tante virtù, eh si!
ma questo non varrà un cazzo di niente lo stesso!-uh, che eleganza!-
Penso sempre che quando parlo sono buffa,
che quello che dico non interessa.
Penso spesso che le cose che dico non piacciano.
Parlo troppo, e chi parla troppo non va bene come Fidanzata.
Parlo poco, e chi parla poco è Frigida.
Sono esplicita, e chi è esplicita è una Puttana.
E così mi fermo a riflettere, e mi balena in mente che forse quello che credevo di avere non esiste, e quello che ho è un bel niente.

mi gridi parole che sai importanti con ambiguità, tanto che non se ne capisce il valore. Un oro che non luccica, perchè non è esposto alla luce del sole.
e mi sento un po’ così:

 volevo essere bella ,
ma mi hanno sciolto il trucco.
volevo essere alta,
ma mi hanno tolto i tacchi.
volevo mettermi un bel vestito per farmi ammirare da te,
un vestito trasparente, dressdream
non quel trasparente che svela a tocchi la forma del mio corpo, una trasparenza celebrale,
che ti mostri come sono dentro, come mi sento.
ma a te non importa un bel niente, e non ti accorgerai mai di quello che traspare sotto ai vestiti.

con quel freddo che mi mette i brividi addosso, e quel calore che tieni per te.