Scrivere di peccati e non di tragedie.

Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non ti vuole.
Non mi vuole.

Fine,
      Punto,
               Basta.

Resistere ancora sarà la tua rovina,
e tu devi vivere per altre cose. 
Non sei fatta per quello,
accettalo e vivrai meglio.

Sarai felice, te lo prometto.

Felice come possono esserlo quelli come te, ovvio.
quelli maledetti fin dalla nascita.

evita i sacrifici inutili, evita i rimpianti o peggiorerai la situazione.


si, può andare anche peggio di così.

non ci credi?

provare per credere, continua così e lo vedrai.



senza speranza alcuna, un martirio ad oltranza si consuma.

seicentocinquanta muscoli per ingannare.

Ed ecco che la Solitudine s’è fatta grande e te la ritrovi ai piedi del letto la Domenica mattina;
vuole che la porti con te al parco e al supermercato,
e poi  Lunedì a lavoro.

ti ha chiesto di stare da sola con lei anche in mezzo a mille persone che ti sorridono, di portarla con te in vacanza, a casa della nonna e dal parrucchiere. 

E tu le hai sciolto il guinzaglio,
te lo sei messa al suo posto e ti va anche bene.
adesso è lei che ti trascina, che decide con chi devi stare.
”stare” perché tanto lei ti si piazza davanti e fa muro per isolarti dagli altri.
la ringrazi per tutte le premure, e nel tempo libero le chiedi di insegnarti ad indossare le facce migliori per rendere invisibile questo muro a chi ti vuole bene.
 E così ammaestri quei venti muscoli che ti servono per sorridere e loro si muovono a comando anche senza motivo…
 … sempre senza motivo.

e adesso ce l’avete fatta complimenti!
tu e la solitudine avete preso tutti per i culo.
Siete riuscite ad ergere il tuo muro del pianto; con tante lacrime sommesse, seicentocinquanta muscoli facciali e la scusa degli occhi lucidi per l’allergia.


non prendete alla leggera la decisione di ergere il vostro muro del pianto,
è molta la malta da impastare per opere monumentali come questa.

Nessuno mai, Nessuna mai.

è solo il ricordo di una cosa brutta,
che è successa e adesso esiste quasi più.

Improvvisamente ho realizzato:
è che m’è passata la voglia.
 Sarà che sto battendo i piedi contro il pavimento da una vita, con il vestitino rosa con il tulle morbido cucito sull’orlo, le mie scarpette smaltate e i calzini bianchi con il risvolto di pizzo.
Batto i piedi e dico: ”NONONONO!! non è così che deve andare, niente sta andando come dico io! tutto deve proseguire secondo i miei piani…gnègnègnègnègnè!”  lo dico ad una sedia vuota; dall’altezza del mio metro e cinquantasei, e mi lamento di quanto le cose non vadano come devono andare, di quanto nella mia vita io non abbia potuto decidere nulla, che non è vero che esiste il libero arbitrio e della forza catastrofica di certi eventi che non possiamo evitare.
mi sento una medusa.
 una medusa nel mare,
 in mezzo a mille altre specie marine,
 lei si lascia trasportare dai flutti.
 sono stanca.
 e mi addormenterò in pace, anche senza le cose che mi mancano, non desidererò nessun abbraccio e non manderò un bacio a Nessuno.
L’aria è straziante perché é quella di un congedo.


Ulisse è diventato Nessuno, e Nessuno se ne accorgerà.

Congetture

La pittrice impazzita sa dipingere ali meravigliose sulla schiena.

ma non vorrei che si fosse sbagliata, non vorrei che non avesse ben capito la situazione.
Quelle ali meravigliose sono solo dipinte, non possono volare.
 E se c’è un momento per piangere,  quel momento è questo.

l’amore non c’è.
Come la gioia, si è sciolto nel dolore. 
Come la salute, si è sciolta nella malattia.
non come la morte però, quella separa tutte le cose.

alla ricerca di un perché.

autocoscienza

Cosa dareste per riuscire ad ottenere quello che più desirate al mondo? 

 il dito, la mano
il braccio?

quando ci penso sorrido ritirando un poco la mano come a volermi proteggere da me stessa e da quanto sarei disposta a sacrificare.

 tutti abbiamo un limite, ma io il mio non lo conosco.


quello che un tempo era un sentimento grande adesso non è niente.
Penelope non lo sapeva e continuava ad aspettare…

I Proci

rose, tulipani e gigli.
penelope non voleva sentirne nemmeno il profumo.

il posto è suo -per ora- e voi non potete farci nulla.
sono desolata, ma non ho via di scampo.

queste fanciulle opprimenti,
non lo sanno che rimarranno da sole? 

..e Penelope in mezzo al mondo,
accerchiata da eserciti, cantanti, proci e giullari ma comunque inesorabilmente sola.
fila e disfa la tela, nel vano tentativo di allenarsi a dimenticare.
cancella e riaggiunge, riaggiunge e cancella, tirando un filo per volta per eliminare i ricordi.
Ad uno ad uno, minuto per minuto.
finché tutto sarà sgualcito.
finché il telaio marcio crollerà facendole volare in faccia le sue schegge sottili.

questa Penelope miei cari, non aspetta più Ulisse, ma la fine di un delirio.

Niente Sotto Controllo

…e gli occhi lo sanno di cosa parlo.
gli occhi che possono solo osservare.
Che cercano disperatamente di comunicare con braccia e gambe per farle passare all'azione,
ma che possono solo serrare le palpebre per
non vedere.

il controllo di un cazzo di niente.
vedere per credere, selezionare per leggere.

e tanto adesso chi ti raggiunge più.

Ci ho provato a desistere, davvero.

quando per raggiungere qualcuno, non basta mettersi in punta di piedi.
sono le scale che dobbiamo salire.
 salire, salire e salire.

era da tanto che non ricordavo uno dei miei sogni.
la notte scorsa ti ho sognato.
non era esattamente un incubo, ma una volta sveglia non ero per niente felice.
poi il buon umore è arrivato, una bella notizia, ma niente che ti riguardasse.

ed è da un po'  che le logiche incerte sono la mia vita.
ma io ho da fare e non ci penso.
ed è quando tutto tace, che si sentono i rumori peggiori.
ma io ho tanto da dire e non li ascolto.
ed è quando le cose non vanno come vorremmo che diciamo basta.
 
ma le cose non si fermano, no.
loro continuano, senza che noi possiamo farci nulla.

e anche se non ti voglio sognare, ti sogno.

a volte è come se ti conoscessi solo in un sogno.
non perché è tutto bellissimo e perfetto, ma perché la tua presenza è così incostante che non
so  se non esisti o se sei vero.

I Fichi

immagino campi.
immense distese di lavanda.
e poi rido….mphf, ihihihihiahahahhehehehehhoohohoh.
se fossi davvero in un campo di lavanda comincerei a starnutire e gli occhi mi si gonfierebbero e non la smetterei più di soffiarmi il naso e di asciugarmi gli occhi, fino a diventare un'ammasso di cartilagine rossa ed infiammata e nessuna crema idratante/lenitiva riuscirebbe a darmi sollievo.
in questi casi il mio nick di messenger diventa "Crystal morente di allergia" e mi sento morire un po' davvero.
immaginando una distesa immensa di cespugli di lavanda, che creano onde, che sembrano uno scampo di velluto a coste -color lavanda, appunto- visto con gli occhi di una formica.  – si, è il desktop di windows seven-
"Crystal morente di allergia" è un nick che appare spesso. Sono allergica a moltissime cose.
mi basta una macedonia per stirare le zampe, e dire ciaociaomondo.
e di recente, basta una fava-il legume, che ti credi!!-.

così pensavo…
in fondo immaginare, non comporta alcun rischio.
ed è per questo che alcuni si fingono chi non sono, vivono vite parallele dietro ad uno schermo del pc, dove tutto è protetto, riservato, e puoi inventare quello che ti pare ed essere chi vuoi essere, senza comprometterti.
in fondo è facile:
ti inventi il personaggio, i personaggi, crei un e-mail e il gioco è fatto.
sicuramente è meglio dei giochi in scatola -ma non meglio del Monopoli, chiaro!-.
E' un gioco che si può fare da soli o in coppia, è un modo per mostrarsi, un modo per sentirsi fiQui…
magari non con personaggi completamente inventati -che poi ci si distacca dalla realtà e poi non si trova la forza per entrare nelle proprie scarpe la mattina- ma orchestrando  verità omesse, dichiarando false prefenze e mostrando solo quello che si vuol far vedere perchè  "in linea con il personaggio".
la verità è figlia del tempo, e dopo poco si risulta soltanto ridicoli.

…e la mia lingua percepisce l'impellente esigenza di vibrare: PRRRRRRRRR!    

gioco di ruolo.
vite di ruolo.
nàh, che schifo.
le etichette lasciamole ai barattoli perfavore.
Ennò!  i fiQui sono quelli che adorano schiaffarsi in fronte delle belle etichette, magari con un codice a barre e la data di scadenza.
così se il personaggio scade -e io sento la puzza fin da qui- vi aprite un altro blog e si ricomincia.

nulla di male, nulla di dovuto, s'intende…!
che male c'è?
mah niente, è la mia sindrome premestruale che scrive.
Pardon, è la mia sindrome premestruale che ordina alle mie dita di scrivere, in barba alla pignoleria!
-è che mi sento un po' scema, invece che sparare minchiate a raffica, a preferire il silenzio…ma fossi stronza pure io?-
del resto questo blog, è fatto per i miei giri di parole, quei giri che nessuno vuole ascoltare perchè <&lt;..dici una cosa e nel frattempo ne hai pensate altre 199, e non ti si riesce a seguire…>&gt; ma che magari qualcuno vuole leggere.
Forse a leggerlo, quello che penso non risultà poi così insensato, o "inafferrabile&quot; oppure è peggio.(?)

fondamentalmente parlo a me stessa.

fondamentalmente volevo chiudere, un discorso aperto e mai chiuso, se non con infantilismo.
lo faccio generalizzando fino all'estremo, ipotizzando un' eventuale verità che mai riceverò in cambio.
ma se potessi scegliere preferirei un naso nuovo per annusare la lavanda senza mandare in choc le mie vie respiratorie.

e pensandoci bene…
io infatti, posso benissimo immaginare distese di lavanda, avere un desktop con una distesa di lavanda. indossare pantaloni di velluto a coste color lavanda,
ma non potrò mai sentirne il profumo.
chi vuol intendere…
…ha inteso bene!

Ex abundantia enim cordis os loquitur<–daccordissimo!

Le Tessitrici

…e crederti adesso non è più possibile.

nella stanza da sola, tu sai quanto è vera la tua pelle.
non vale niente, niente, niente.

Le Tessitrici…
tessono inganni, supplizi, danni.
intrecciano nelle loro menti trame intricatissime con filamenti d' invidia  e con ferri forgiati dall'odio.
…con l'eterna voglia di primeggiare, al primo accenno di inferiorità sminuiscono con crudele sapienza  quanto vi è di più caro per colei che le ha fatte sentire tanto inferiori.
secoli di sottomissione e di inaneguatezza ci hanno portato a perdere la genuinità consentendoci di sviluppare
una strana consapevolezza, una maligna capacità di sopravvivenza.
ma non si è capaci di sopravivvere ai propri difetti.

capite.
capite mie care Tessitrici,
che mortificare gli altri mentendo a voi stesse, non vi allungherà le gambe, non vi darà una folta chioma, delle ciglia lunghe e delle tette enormi.
il culo basso, non ve lo alza nessuno.
capite.
  Io all'amicizia ci credo, ci credo fermamente.
se mi dici una cosa e sei mia amica io ti credo.

tessendo un mendacio da farmi indossare per sentirvi più belle.
…ma spesso mia cara Tessitrice, dici delle cose senza senso, dove lasci trasparire quanta poca obiettività possiedi.
ed ecco che…
…un vestito mi sta male solo perchè sta male a te.
…è un problema se indosso sempre la gonna? perchè?
a quanti perchè non hai saputo rispondermi?

un elenco infinito di episodi, almanacco di battute esilaranti che sottolineano l'assurdo.
contare fino a dieci oggi non basta, ho perso la pazienza.
Tessitrici, abili nel criticare aspramente senza ritegno alcuno  qualcosa che nel segreto del vostro animo bramate, strappatevi gli occhi, non mi dovete più vedere, il vostro parere dato via senza che possediate capacità di analisi alcuna non è gradito.
e io…che credevo…che me ne convincevo…persuasa.

a volte penso che la convinzione sia davvero qualcosa da far curare, credo che possa essere definita alterazione della realtà oggettiva.
…è più facile svalutare gli altri che lavorare per valorizzare se stessi, mh?

tutte le donne sono potenzialmente delle tessitrici…
io ho deciso che sciopero.
lavorerò sull'autarchia.

avrei altro da dire, ma sono arrabbiata.

…cara…! so che leggerai,
e me ne compiaccio.